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Camera di Commercio

Imprese in "rosa"
Lieve segno negativo


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Alfio Pagliaro, camera di commercio, Catania, imprenditoria femminile, Economia
CATANIA - Nel 2012 le imprese femminili catanesi non hanno spiccato il volo, complice la grave crisi economica. In termini di nuove iscrizioni e di cessazioni di attività già esistenti, a Catania la situazione dell' intraprendere al femminile rimane statica e caratterizzata da un lieve segno negativo. Secondo i dati di Movimprese elaborati dall' Ufficio studi della Camera di Commercio di Catania, nel 2012 su 24426 imprese registrate sono state 1936 le nuove iscrizioni e 1970 le cessazioni. Nel 2011 su 24399 imprese registrate sono state 2340 le nuove iscrizioni e 1803 le cessazioni. L'anno da poco trascorso ha dunque rilevato un -0,03% rispetto al quello precedente.

"Si tratta di un dato quasi stabile- tiene a precisare il segretario generale della Camera di Commercio, Alfio Pagliaro- sono appena 34 imprese in meno che certo non possono fare la differenza in termini analitici. Il dato conferma sostanzialmente anche lo 0,06% nazionale, di poco peggiore, ma che a sua volta rivela una flessione lievissima sull' intero territorio italiano".

Riguardo all'analisi dei settori il tenore dei numeri non cambia. "Se si guarda all'economia reale, ossia a tutte le imprenditrici che ogni mattina "aprono le saracinesche" della loro attività , il settore che continua ad opporre una strenua resistenza, rispecchiando l'identikit globale della città e la sua provincia, é certamente il commercio". Quest' ultimo rivela un -1,12% motivato dal fatto che nel 2012 si siano iscritte solo 359 nuove imprese "rosa" a fronte di 727 cancellazioni. Il settore che sta peggio é senza dubbio quello legato ai servizi di ristorazione e di alloggio (in parole povere, il turismo) che nel 2012 registra un -1,45% rispetto al 2011. "Questo dato é forse maggiormente riconducibile più alle attività come ai bar che agli alberghi", tiene a precisare Pagliaro.

Infine, continua a mettersi in evidenza la voce di imprese "non classificate", l'unico settore con un evidente segno positivo, un+5,52%, che però é facilmente riconducibile alle imprese a zero reddito, intenzionate a mantenere lo status ma che di fatto evitano di pagare oneri fiscali o previdenziali. Pur non volendo generalizzare, non é escluso che sotto questa sigla possano nascondersi anche imprese che sopravvivono grazie al lavoro nero.

"Questi dati rispecchiano appieno le difficoltà di un momento storico complesso, sia a livello nazionale che locale -conclude Pagliaro- ma non cancellano affatto la realtà che giornalmente affiora sotto i nostri occhi, e cioè che le imprese ideate e condotte da donne hanno almeno due caratteristiche importanti che le differenziano da tante altre: la creatività dell'idea di partenza e la tenacia nel mantenersi sul mercato. Le imprese rosa non hanno spiccato il volo nel 2012, ma hanno almeno tenuto la rotta. Se guardiamo alle difficoltà in corso, é già un risultato. Non dimentichiamo, infine, che il calo delle iscrizioni rispecchia anche una prudenza diffusa. Mentre in passato si puntava sull' auto impresa, talvolta mossi da eccessivi ottimismi, oggi c'é il timore di fallire, e di bruciarsi così, oltre che le speranze di un reddito sicuro, anche risparmi accumulati e poi investiti, ma che una volta persi sono difficilmente recuperabili".

Per Raffaella Mandarano, presidente del Comitato imprenditoria femminile della Camera di commercio di Catania: "Anche nella crisi la volontá delle donne di fare impresa non si arresta. Incontro ogni giorno donne imprenditrici che non mollano la presa ; il vero problema è forse l' emersione, il distinguersi dalle imprese di piccole dimensioni. La soluzione potrebbe risiedere nel fare rete imprenditoriale. Sono fermamente convinta che una volta imboccata la strada in questo senso, le imprenditrici saranno in grado di fare cose davvero importanti".


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