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Teatro Brancati

"Fumo negli occhi"
Il regista: "Fuori la politica"


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CATANIA - Debutto stasera, al Teatro Brancati, di “Fumo negli occhi”, la divertente commedia firmata da Faele e Romano. Un classico del teatro italiano, una denuncia a cielo aperto delle storture della società dell’apparenza e del successo fine a se stesso. Nel cast, oltre a Tuccio Musumeci, Concita Vasquez, Olivia Spigarelli, Riccardo Maria Tarci, Elisabetta Alma, Valentina Ferrante, Evelyn Famà e Claudio Musumeci. Scene di Jacopo Manni, costumi di Sara Verrini, mentre a curare la regia è Nicasio Anselmo.

Quali le caratteristiche della commedia?

Si tratta di un testo che, anche se scritto negli anni 60, sembra sia stato elaborato oggi. “Fumo negli occhi” rappresenta infatti l’apparenza, chi sperpera denaro con l’obiettivo di ostentare. In altre parole è lo specchio dell’Italia di oggi.

Quanto è difficile fare teatro oggi a Catania?

Esattamente quanto lo è in tutta Italia. Svolgo la mia professione principalmente a Roma, con delle piacevoli sortite in Sicilia. Credo che l’unica differenza, dal punto di vista teatrale, tra le due città sia che a Catania esistono alcune “famiglie” importanti in grado di assoggettare il settore e di indirizzarlo verso determinate direzioni.

Quali sono queste “famiglie”?

Mi riferisco al Teatro Stabile che, non soltanto a Catania ma in tutte le città in cui opera, detta legge. Credo che ciò sia negativo. Io non capisco perché gli Stabili organizzano le tournee: se lo Stato elargisce finanziamenti ad un ente significa che quest’ultimo deve operare e lavorare sul territorio. Mentre tutti gli Stabili, incluso quello etneo, risultano particolarmente legati e assoggettati alla situazione politica italiana.

Come andrebbe affrontato il problema?

Attraverso una legge chiara e precisa, che interessi tutto il territorio. Senza troppi coinvolgimenti politici dato che, purtroppo, troppo spesso le cariche politiche non si abbinano particolarmente con l’essere artistici e creativi. Lo abbiamo già vissuto con la crisi che ha avuto per protagonista la terza banca nazionale: mi riferisco allo scandalo del Monte dei Paschi di Siena.

 


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