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IL PROCESSO

Lombardo interrogato da difesa e pm:
"Ho dimostrato l'infondatezza di alcune fandonie"


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Processo a porte chiuse



CATANIA – Giornata lunga e stancante, quella che Raffaele Lombardo ha trascorso nel palazzo di Giustizia di Catania. L’ex Governatore è stato infatti impegnato nel processo, a porte chiuse, in cui è imputato con rito abbreviato per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio. Nella mattinata Lombardo ha risposto alle domande dei suoi legali, mentre nel pomeriggio si è passati ai rappresentati della Procura etnea con in testa il Procuratore Capo Giovanni Salvi. Nell'udienza che si è celebrata davanti al Gup Marina Rizza con il capo dell'ufficio erano presenti anche i Sostituti Giuseppe Gennaro, Agata Santonocito, Antonino Fanara e gli aggiunti Michelangelo Patanè e Carmelo Zuccaro.

Raffaele Lombardo durante una pausa dell'udienza



A parlare dopo la prima pausa è stato l’avvocato difensore Guido Ziccone “ Le sue risposte sono state abbastanza chiare e sintetiche, ha respinto tutte le accuse, compreso di essersi occupato di affari con la mafia.  Lombardo ha risposto in modo, a nostro avviso, esauriente, respingendo qualunque responsabilità di aver mai chiesto sostanzialmente voti a nessuno che egli conoscesse come mafioso, di aver avuto contatti con nessuna impresa che gli chiedesse qualcosa da fare, favore o non favore. Ha concluso – spiega il legale - il suo discorso con un riferimento ai termovalorizzatori, un grande affare della Sicilia che con la sua giunta ha respinto facendo risparmiare alla Regione Siciliana qualche migliaio di miliardi di vecchie lire”.

"Stiamo seguendo un interrogatorio lungo e complesso e riprenderemo il 20 marzo. Si tratta di una vicenda complicata e dunque si sta lentamente facendo questo lavoro - ha detto il Procuratore Giovanni Salvi al termine dell'udienza -  il voto di scambio è una componente del concorso esterno, nel senso che ne costituisce un aspetto anche rilevante e quindi l'interrogatorio si è sviluppato su tutti e due gli elementi".

"L'interrogatorio mi lascia soddisfatto - ha invece commentato Lombardo appena uscito dall'aula -  credo possano essere soddisfatti anche il giudice, i difensori e il pubblico ministero". L'ex presidente nonostante quasi sette ore di interrogatorio era visibilmente sereno. "Credo di aver dato conto per filo e per segno - ha dichiarato - di tutto, dalla mia vita privata al mio impegno politico ed istituzionale. Riprenderemo il 20 marzo perché mi hanno interrogato due componenti dell'ufficio del pubblico ministero, penso ci siano altri che vorranno farlo e che ci saranno ancora altre domande". Lombardo, in merito alle accuse mosse dai collaboratori di giustizia, puntualizza con fermezza: "Io, che conosco come si sono svolti i fatti, ho dimostrato l'infondatezza di alcune fandonie che sono state ampiamente propalate nei mesi e negli anni scorsi".


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