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LA REPLICA

La risposta del 118 al caso Crisafulli:
"Ambulanza dotata di defribillatore"


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118, chisari, crisafulli
CATANIA - “L’ambulanza intervenuta in soccorso di Salvatore Crisafulli era regolarmente dotata di un defibrillatore, peraltro presente in tutti i mezzi del 118”. Lo afferma Mario Chisari, presidente della Seus (società cogestore del servizio di emergenza- urgenza su terra in Sicilia) replicando ai familiari del disabile catanese morto lo scorso 21 febbraio secondo i quali quell’apparecchio era assente. “Comprendiamo il dolore dei suoi familiari e gli siamo vicini in questo triste momento, tuttavia non possiamo tacere su un’accusa- l’assenza di defibrillatore- che non trova riscontro nella realtà dei fatti: ho personalmente constatato dalla lettura della “check list” di quel giorno- compilata dai nostri operatori all’inizio del loro turno di servizio- che il defibrillatore era regolarmente in dotazione all’ambulanza. Dopo la segnalazione da parte della Centrale operativa del 118 abbiamo prontamente inviato un’ambulanza con a bordo un medico e due autisti- soccorritori. Al loro arrivo nell’abitazione del paziente hanno effettuato un soccorso in pieno ossequio al protocollo in materia di emergenza- urgenza, praticando l’aspirazione e ricorrendo al defibrillatore semi automatico. Purtroppo i parametri vitali di Salvatore Crisafulli erano già compromessi e pertanto il defibrillatore non è riuscito a salvargli la vita”.

Poi Chisari aggiunge: “Così come nel resto della Sicilia anche in provincia di Catania la Seus in sinergia con gli altri attori del servizio di emergenza- urgenza siciliano e su input dell’assessorato alla Salute guidato da Lucia Borsellino mette in campo mezzi all’avanguardia e risorse umane altamente professionali, che garantiscono un soccorso tempestivo ed efficiente, in linea con la nostra mission aziendale “esserci nel momento del bisogno”. Peraltro la Seus ha ottemperato a tutte le disposizioni della Regione in linea con la spending review: sin dal momento del mio insediamento e in sinergia con l’assessore alla Salute abbiamo raggiunto questo obiettivo tramite un processo virtuoso che coniuga il contenimento dei costi e il miglioramento del servizio offerto agli utenti. In particolare sono in tutto 42 le postazioni con relative ambulanze nella provincia di Catania, 8 delle quali tra città e hinterland e le restanti nei Comuni della provincia con una distribuzione territoriale determinata da precise direttive della Regione e omogenea tra la zona del Calatino, quella etnea e la Ionica. Delle 42 ambulanze quelle con medico a bordo sono 18, inoltre 39 operano “h24” e tre “h12”. E in tutte, ribadisco, è presente un defibrillatore”.

 


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