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Dissesto a Caltagirone
La Regione: "Inevitabile"


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Comune di Caltagirone



CALTAGIRONE - Non c’è altra possibilità al dissesto. Dopo i tentativi portati avanti dall’Amministrazione Comunale, che in questi mesi è stata impegnata nel ricostruire tutta la gestione economica dell’ente, gli ultimi passaggi consumati, sembrano non lasciare alcuna alternativa.

Dopo la Delibera di Giunta del 19 dicembre 2012, il voto in sala consiliare era già stato calendarizzato. Il brusco stop si era reso però necessario a seguito di una nota giunta al comune di Caltagirone 40 minuti prima dell’inizio della seduta del Consiglio, direttamente dalla Regione Siciliana. Nel documento si invitavano tutte le Amministrazioni, che intendevano perseguire nei rispettivi comuni, le procedure di dissesto ad attendere l’accertamento ispettivo promosso dalla Regione stessa, che avrebbe nominato dei funzionari ispettori, con il compito di verificare la legittimità delle procedure adottate da parte delle Amministrazioni interessate da procedimento di dissesto.

Oggi il colpo di scena. Si ridimensiona ed in parte si autosmentisce, la posizione assunta dall’Assessorato Regionale agli Enti Locali. Il Funzionario Ispettore Giuseppe Petralia, in una relazione non usa mezzi termini. Nella nota infatti sottolinea: “ …si ritiene inevitabile, anche per evitare ulteriori danni all’ente ed alla collettività amministrata, perfezionare le procedure per la dichiarazione di dissesto finanziario. A tal fine, è utile rimarcare che, come affermato dal Consiglio di Stato –Sez. V- con la sopracitata sentenza n.143 del 16.01.2012, la decisione di dichiarare lo stato di dissesto finanziario non è frutto di una scelta discrezionale dell’ente ma, bensì, una determinazione vincolata (ed ineludibile) in presenza dei presupposti di fatto fissati dalla legge.”

Queste ultime parole suonano oggi nella città di Sturzo come un duro monito nei confronti dell’opposizione in Consiglio che nella nota pervenuta dalla Regione lo scorso fine Gennaio, avevano letto un assist alla battaglia contro il dissesto, che tacitamente avrebbe portato sul “banco degli imputati” le passate amministrazioni di cui oggi in certa misura l’opposizione in consiglio è formata.

Dissesto dunque obbligato senza nessuna ipotesi di un piano di rientro?

I tecnici di Palazzo dell’Aquila infatti, ancor prima che la giunta deliberasse il dissesto hanno ipotizzato un bilancio atto a perseguire un piano di rientro. In quell’ipotesi di bilancio venivano ridotti a zero: spese per pubblica istruzione, solidarietà sociale, verde pubblico, promozione territorio ed attività turistiche, spese ed indennità di carica per tutti gli amministratori, oltre ad una decurtazione nelle spese di utenze varie del 30%. Un’ipotesi che pur non potendo essere proponibile nella realtà, perché avrebbe di fatto azzerato ogni possibilità di gestione dell’ordinario per i prossimi 10 anni, comunque non permetteva il raggiungimento del pareggio di bilancio. All’appello sarebbero mancati quasi un milione e mezzo di euro nonostante l’elevazione di tutte le tariffe e tasse al massimo consentito dalla legge.

Si attendono adesso le determinazioni del consiglio comunale che in queste ore potrebbe essere convocato per discutere, una volta per tutte, l’approvazione del dissesto.

Nicola Bonanno



Il Sindaco di Caltagirone, Nicola Bonanno, commenta così la relazione del Funzionario Ispettore: “La comunicazione giuntaci da Palermo è la prova che la nostra azione amministrativa era corretta. Così come più volte sottolineato nella relazione. Con onestà, devo ammettere, di aver sperato che potesse esserci un’altra possibilità per l’ente che sono stato chiamato ad amministrare neppure nove mesi fa. Sapevamo che il bilancio sarebbe stato un nodo difficilissimo da sciogliere, ma non credevamo che i debiti fossero così numerosi ed elevati. Oggi siamo determinati - continua - a chiudere questo tristissimo capitolo per la nostra comunità e pensare alla progettazione ed al rilancio. Se colpevoli ci sono e credo ci siano, ci saranno tempi e luoghi idonei dove identificarli. Oggi la priorità è altra. Il dissesto non è il fallimento della città e dei cittadini. Il tecnicismo di questo passaggio non è una vergogna per i cittadini che con onestà ed abnegazione giorno dopo giorno si scommettono fra mille difficoltà sul nostro territorio. Non lo è per le famiglie, che in questi anni, anche a fronte di tariffe vergognosamente elevate, non hanno mancato di rispettare i pagamenti delle spettanze e non lo è neppure per chi a vario titolo non ha potuto adempire a questi pagamenti, soffocato da una crisi economica che ha investito tutta l’Europa mediterranea. Tanti operatori, artigiani e semplici cittadini in questi mesi, hanno fatto sentire la loro vicinanza a questo ente, ed ancor più in queste ultime settimane, dando piena disponibilità a collaborare fattivamente per far uscire la città da questo stato di depressione non solo economica. Consumati questi passaggi - aggiunge in conclusione il sindaco -  intendiamo cominciare ad amministrare con una nuova visione della spesa, non dimenticando l’attenzione che si deve ai settori produttivi della città e alle fasce più deboli della nostra comunità. Predisporrò con cadenza periodica incontri con la città per relazionare sull’attività dell’ente, per rendere partecipi tutti i cittadini del nostro operato con trasparenza e onestà.”

 


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