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Operazione della Procura

Dda, pizzo ad Angiolucci:
manette per affiliati ai Cursoti


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dda, estorsioni, Squadra Mobile, Cronaca
CATANIA. Un pizzo da duemila euro al mese. Ed in più l’assunzione di un “uomo di fiducia”: di suo genero. E’ stata una operazione che riapre contorni e scenari avvilenti quella messa a segno dalla Squadra Mobile di Catania e dalla Dda guidata dal Procuratore Giovanni Salvi. Gli ordini di arresto sono stati spiccati per il 64enne Giuseppe Garozzo (detto “Pippu ‘u maritatu”), pregiudicato, già detenuto; Francesco Carmeci (43 anni), inteso”Franco Pacchianella” o “Aquila”, anch’egli pregiudicato, già detenuto; Giovanni Gurreri (56 anni) detto ”Giovanni Zorro” o “Testa rossa”, pure lui pregiudicato, già detenuto. Per loro, l’accusa è di “concorso in estorsione continuata ed aggravata dall’art. 7 della Legge 203/91, in pregiudizio del noto esercizio di “Ottica” Angiolucci”. In una nota a firma del Procuratore Capo, si legge: “La misura cautelare trae origine dal prosieguo delle indagini di tipo tecnico, coordinate dalla D.D.A. di Catania, che avevano già condotto in data 8 maggio 2012 all’esecuzione di decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso in data 7.5.2012, nei confronti di nr.20 affiliati all’organizzazione dei Cursoti, gravemente indiziati di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti detenzione e porto illegale di armi clandestine e da guerra, ricettazione ed altri reati, tutti aggravati dall’art. 7 della Legge 203/91. (operazione “Nuovo Corso”)”. Da lì, seguirono le intercettazioni ambientali che in carcere portarono alla luce i “versamenti” che erano stati pretesi dall’esercizio commerciale: 2 mila euro al mese, per l’appunto.

In particolare, gli esiti delle intercettazioni condotte in ambiente carcerario ed i colloqui dei tre destinatari dell’odierna misura cautelare con i familiari hanno evidenziato che i titolari del predetto esercizio commerciale versavano mensilmente al gruppo capeggiato da Giuseppe Garozzo la somma di 2 mila euro a titolo di tangente estorsiva. “Sulla scorta di ulteriori acquisizioni investigative della Squadra Mobile – si legge ancora nella nota -, la Procura Distrettuale della Repubblica, nella giornata del decorso 28 febbraio, ha emesso decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di: Salvatore Zuccaro (classe 1981); Agata Rosaria Rapisarda (1985); Manuel Rapisarda (1992). Gravemente indiziati del reato di estorsione continuata in pregiudizio della medesima ditta con l’aggravante di cui all’art. 7 della Legge 203/91, avendo agito avvalendosi delle condizioni di assoggettamento ed omertà derivanti dall’appartenenza all’organizzazione mafiosa dei Cursoti”.

Sempre nel 2005, gli investigatori ritengono poi che il pregiudicato Gaetano Rapisarda, deceduto in carcere nel 2008, avrebbe imposto ai titolari della Angiolucci anche l’assunzione del genero Salvatore Zuccaro, sposato con la figlia Agata Rosaria Rapisarda. “Successivamente al decesso del predetto RAPISARDA Gaetano, i titolari avrebbero continuato a pagare la tangente a ZUCCARO e sarebbero stati costretti, per imposizione di quest’ultimo, ad assumere anche RAPISARDA Manuel, figlio di Gaetano”.


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