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Abolizione province
D'Asero attacca Crocetta


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Catania, crocetta, d'asero, pdl, Province, Politica
CATANIA - “Presidente Crocetta, la campagna elettorale è finita e non servono a nulla i proclami specie da una palcoscenico importante come quello de “L’Arena” su Rai uno. È arrivato il momento dei fatti che ancora purtroppo non si sono visti”. Lo dice il vicepresidente della Commissione Affari istituzionali dell’Ars Nino D’Asero, replicando alle affermazioni del governatore che ha annunciato in diretta tv l’approvazione di una proposta per abolire le province siciliane. “Non si può continuare – dichiara il parlamentare del PdL – a cambiare versione: il presidente – ricorda D’Asero – era favorevole, così come annunciato prima delle regionali, al mantenimento di questi enti ed aveva già fissato la data per le elezioni ad aprile, assieme alla amministrative, per poi posticiparle a maggio. Ora l’annuncio a sorpresa che le province vanno abolite. Chi ha i numeri è chiamato a decidere, non ad affrontare i problemi con superficialità e con inutili annunci populistici. Il governatore dice no agli inciuci ma non vorrei – sospetta il deputato – che fosse lui rimasto vittima di questo sistema. La rappresentanza democratica deve essere garantita, riducendone o eliminandone i costi, ecco perché – continua – sono contrario alla soppressione tout court della province, sì invece all’aumento delle competenze – afferma D’Asero, promotore tra l’altro di uno dei disegni di legge sulla riforma delle province. Auspico – aggiunge – che dalla Commissione, così come concordato dai partiti, possa presto uscire un testo unico concordato da portare in tempi ragionevoli in aula. Il ddl, a mio avviso, deve prevedere – sostiene il parlamentare regionale – la diminuzione del numero di consiglieri, di assessori e delle indennità nonché l’implementazione delle competenze con quelle attività oggi espletate da altri enti con inutile sperpero di denaro pubblico. Su questi argomenti – conclude D’Asero – va affrontato il confronto e non sulle esternazioni date in pasto in maniera semplicistica all’opinione pubblica”.


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