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l'iniziativa del consiglio provinciale

Muos, l'aula ribadisce il no
"Bisogna fermare le antenne"


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Antonina Liotta, giovanni leonardi, muos, provincia di catania, Politica
CATANIA- “La difesa del territorio e soprattutto il diritto alla salute”. Sono queste le richieste avanzate dal primo cittadino del comune di Niscemi, Francesco La Rosa, che insieme a diversi rappresenti dei comitati No Muos, ha partecipato al Consiglio provinciale di Catania riunitosi oggi per discutere un unico punto all’ordine del giorno: “Ribadire il no di quest’aula al progetto delle mega antenne americane”. La seduta di stamane è stata convocata in via straordinaria dal presidente Giovanni Leonardi, su proposta del consigliere calatino Sergio Gruttadauria, il quale ha dichiarato a LiveSiciliaCatania: “La questione delle mega antenne è assai importante, ma finora è stata sottovalutata. Bisogna fare in modo che quest’opera pericolosa per la salute dei cittadini, sia fermata assolutamente. I politici – ha sottolineato- non possono assumersi questa responsabilità che è contro le generazioni future”.

Giovanni Leonardi, presidente del Consiglio provinciale



“Il grave problema non è circoscritto al solo territorio di Niscemi – ha affermato Leonardi, dopo aver trasmesso i saluti del commissario straordinario della Provincia, Antonella Liotta, assente per l’assunzione di precedenti impegni – ma riguarda l’intero territorio dell’Isola. Garantisco - ha aggiunto- sicuramente il sostegno alle iniziative No Muos sia come cittadino sia come politico, perché questa è una battaglia che appartiene a tutti i siciliani oltre le loro appartenenze politiche. Ringrazio tutti i presenti e in particolare – ci ha tenuto a sottolinearlo- per la fattiva collaborazione il consigliere Giuseppe Branciforte, con il quale ho condiviso la volontà di aprire alla partecipazione di tutti questa seduta di Consiglio”.

“Anche se il sistema di comunicazione satellitare della marina Usa non è stato ancora realizzato – ha spiegato all’aula il sindaco La Rosa - gli abitanti di Niscemi sono costretti a subire le onde elettromagnetiche a bassa e bassissima frequenza emesse da oltre quaranta antenne, ubicate all’interno di una sughereta, che hanno un raggio di azione di circa settanta chilometri, e delle quali chiediamo lo smantellamento”.

Un momento della seduta



“E’ indispensabile effettuare uno studio clinico nei centri di assistenza e ospedalieri – lo ha detto Enrico Parano, componente del consiglio del Cnr e medico pediatra- per accertare se si è registrato nel tempo una maggiore incidenza di patologie verosimilmente collegabili all’emissione di onde elettromagnetiche”. Lo scenziato ha inoltre spiegato quale sia il quadro delle malattie alle quali sarebbero esposti gli abitanti di Niscemi: leucemie, malattie della pelle, malattie linfatiche, distacco di retina, alterazioni di peacemaker, sono alcune delle gravi patologie che affliggono diversi cittadini e bambini niscemesi.

Le mamme no Muos



Un accorato grido di allarme è arrivato pure dal comitato “mamme No Muos”, fortemente preoccupate per la loro salute e soprattutto per quella dei loro bambini. “Dateci – hanno spiegato- la possibilità di essere genitori e di garantire ai nostri figli la dignità della vita”.

C’è stato spazio pure per un'iniziativa dell’aula. Nunzio Parrinello, infatti, ha presentato un atto d’indirizzo con il quale l’unanimità dei consiglieri provinciali s’impegnano affinché sia predisposta una convenzione con il Consiglio nazionale delle ricerche - Istituto di scienze neurologiche - per monitorare tutta la provincia e i territori interessati da emissioni di onde elettromagnetiche emesse da antenne installate senza un Piano ben coordinato dagli organi competenti.

Mario Giarrusso (M5S)



Ha chiuso i lavori di oggi l’intervento del neoeletto senatore del Movimento cinque stelle, Mario Giarrusso. Il quale ha dichiarato: “La politica tutta deve chiedere scusa a tutti i cittadini di Niscemi. È una vicenda che riguarda la nostra sovranità. Nazioni straniere vogliono continuare a decidere – ha sottolineato- sul nostro paese. Il tempo della servitù è finito. I cittadini si sono riprese le istituzioni”

 

 


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