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LA STORIA

“Mio figlio costretto a cambiare
scuola perché disabile”


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anna la rosa, Catania, disabile, istituto carlo alberto dalla chiesa, Cronaca

Francesco



CATANIA - Francesco ha 13 anni, adora l’Inter e frequenta l’istituto Carlo Alberto dalla Chiesa. Lo stesso che è costretto a lasciare nonostante il legame istaurato, ormai, con gli insegnanti e i compagni di classe. Il motivo? La mancanza di un’adeguata assistenza. “Mio figlio – spiega a Live Sicilia Catania Anna La Rosa, mamma del piccolo – convive quotidianamente con un disagio: l’insufficienza di personale qualificato in grado di supportarlo durante le ore scolastiche. Quando ciò accade, non ha altra scelta che abbandonare l’istituto prima della regolare chiusura quotidiana, rinunciando pertanto alle lezioni. Tutto ciò è inammissibile dato che Francesco non ha problemi cognitivi, ma motori”.

Le giornate di Anna, dunque, insegnante di professione, trascorrono tra la docenza nella sua scuola e le ore buche alla Carlo Alberto per sopperire alla precarietà assistenziale offerta a Francesco. Una situazione snervante, che preoccupa tanto la famiglia, ancor più da quando un fatto “increscioso” ultimamente ha turbato la serenità del tredicenne. “Mio figlio – racconta Anna – è ritornato da poco in classe dopo aver affrontato e superato un delicato intervento al cervello. Un giorno, il personale che in genere lo assiste si è assentato e l’educatrice si è prestata così ad aiutarlo. Nonostante la sua buona volontà, mio figlio ormai è un ragazzino in piena pubertà alto 1metro e 70, così l’insegnante da sola non è riuscita a sorreggerlo e Francesco è caduto.

La cosa grave è aver scoperto il tutto senza alcuna comunicazione da parte della preside. Mio figlio poteva seriamente farsi del male e adesso è particolarmente provato. Tutto ciò è ingiusto perché negli anni ho intrapreso con lui un percorso educativo faticoso in grado di fargli amare la vita. Negare il diritto allo studio ad un ragazzo disabile solo perché nel 2013 esistono ancora tante strutture mentali da debellare è assurdo. Esistono scuole in Italia e, purtroppo anche a Catania, in cui un bambino con disabilità non è ben accetto! Tra i banchi impariamo ai nostri alunni di essere critici con gli orrori del Nazismo, ma poi conviviamo ancora con discriminazioni del genere!”


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