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LA GUERRA FREDDA

Comunali, centrosinistra
E' scontro tra poteri forti


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CATANIA - Se in vista delle comunali il centrodestra arranca (leggi 1 - 2 ), il centrosinistra non gode certo di buona salute.

Ai due candidati Enzo Bianco e Giuseppe Berretta, ufficialmente scesi in campo, più o meno in quota Pd, si sono aggiunti prima un terzo incomodo, Maurizio Caserta e poi una quarta possibile pretendente alla poltrona di primo cittadino: il giudice Marisa Acagnino, nota per le numerose iniziative al fianco della società civile.

Scontro democratico. Per la scelta del candidato sindaco le primarie non sono decollate nonostante fossero state auspicate da gran parte degli esponenti locali, Giuseppe Berretta e Angelo Villari in testa. Bianco è sempre stato contrario spostando la scelta del candidato sui cittadini: in un paio di mesi sono nati decine di comitati a sostegno della sua candidatura ma il Pd non ha ancora preso posizione.

Del resto, il segretario provinciale Luca Spataro in fatto di comunali e strategie è stato sempre in piena sintonia con Berretta, un po' meno con Bianco, ma con la discesa in campo di Caserta, del Megafono e dell'Acagnino, la situazione si è complicata.

Il partito del presidente della Regione Rosario Crocetta al momento non sostiene un candidato ufficiale, tutti peró si contendono simbolo e appoggio elettorale. Per uno strano scherzo del destino, la candidatura di Marisa Acagnino, potrebbe essere doppiamente utile agli occhi dell'amico Nicolò Marino, magistrato che ha sollevato il cosiddetto Caso Catania, oggi assessore braccio destro di Crocetta: in un sol colpo sarebbe, per Marino, come prendere due piccioni con una fava. Acagnino metterebbe in difficoltà, da candidata, Maurizio Caserta, che oltre ad essere un economista di fama nazionale è il cognato del Pm Carlo Caponcello, già al centro degli attacchi di Rosario Crocetta nel 2009 durante la corsa per il rinnovo della Direzione Nazionale Antimafia. Caponcello, manco a dirlo, è grande amico del procuratore aggiunto Giuseppe Gennaro, altro acerrimo nemico di Marino. La Acagnino si è dimessa da poco dall'Anm catanese, spaccando il fronte dei giudici.

Ma non è finita. Perché il cerchio magico del centrosinistra si chiude con Enzo Bianco, agli occhi di Marino "amico" di Giuseppe Gennaro, magistrato che, è bene precisare, si è tenuto sempre distante dai salotti borghesi catanesi e dalle sfilate più o meno antimafiose, riuscendo a portare avanti le principali operazioni della Procura di Catania degli ultimi 20anni.

Ad ogni modo, con quattro candidati per una poltrona, c'è abbastanza carne al fuoco del centrosinistra per fare un arrosto che si preannuncia, soprattutto dopo i dati disastrosi delle politiche alle falde dell'Etna, discretamente bruciacchiato. E lo scontro, può incidere sugli equilibri già precari di piazza Verga.


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