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L'analisi

Firrarello e La Russa
battuti in casa loro


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elezioni 2013, firrarello, grillo, la russa, Politica
CATANIA. Il dato è inappellabile. Lo tsunami non si è fermato alla città. Si è spinto sin dove pareva impervio riuscire a risalire: sin dove sembrava che il furore del vulcano potesse respingerlo. Le due cose, alla fine, si sono invece incontrate e mescolate. Il Movimento 5 Stelle ha fatto mambassa di voti lungo tutta la fascia dei comuni pedemontani. Primato nella roccaforte di Ignazio La Russa, Paternò, in un testa a testa con il Pdl; i grillini hanno fatto saltare il banco a Belpasso, Biancavilla, Adrano diventando la prima forza politica. E, poi, Bronte. Nemmeno la “potenza” istituzionale dell’oramai ex senatore Pino Firrarello c’ha potuto. I partiti tradizionali sono stati messi seriamente in discussione. Più che una protesta della gente la voglia di voltare pagina. Nessuno, o pochi, sanno che faccia abbiano i candidati del Movimento 5 Stelle, certo. Ma buona parte degli elettori ha voluto semplicemente mandare a casa le vecchie facce. Lo hanno detto chiaramente.

E poi c’è il dato del Pd. Sempre a Paternò, Biancavilla, Adrano e Bronte i numeri sono impietosi: un tracollo su tutta la linea o quasi. Anche in quei municipi (vedi Paternò e Biancavilla) dove il partito è forza di governo. E tra tre mesi esatti si vota per le amministrative ad Adrano ed a Biancavilla. No, proprio nessuno è al riparo dallo tsunami.


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