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Nubifragio, notte di paura


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allagamenti, Catania, feriti, nubifragio
CATANIA. Catania ferita. Catania che si scopre fragile e vulnerabile. Sanguinante ma ancora in piedi. Devastata da un nubifragio durato sì e no poco più di mezz’ora. Tanto è bastato a metterla in ginocchio. Avrebbe potuto essere una tragedia di una portata drammatica. Alla fine, per fortuna, si contano solo i danni alle cose materiali. Una brutta botta lo stesso, per carità: ma, perlomeno, si è evitata la tragedia. Ci sono anche dodici feriti. Il violentissimo nubifragio si è abbattuto sulla città nel primo pomeriggio. La centralissima via Etna trasformata in un fiume in piena impossibile da guadare: cassonetti dell’immondizia, auto, scooter ed oggetti trascinati via dalla potenza dell’acqua. In via Etnea, ma non solo, i negozianti altro non hanno potuto fare che restare inermi all’interno dei loro esercizi commerciali, mentre il pericolo allagamento era dietro l'angolo.

Livesiciliacatania ha monitorato e raccontato, istante dopo istante  minuto dopo minuto quanto stava accadendo. Raccontando la paura e l’ansia ma anche l’intervento provvidenziale dei Vigili del Fuoco e degli uomini della Protezione civile.

Che stesse accadendo qualcosa di imprevisto ed incontrollabile lo si è capito immediatamente quando poco prima delle 16 lo scatenarsi della pioggia battente ha riversato per le strade di Catania migliaia e migliaia di litri d’acqua che hanno inondato ed, in alcuni casi spazzato via, qualunque cosa gli capitasse a tiro. Se non uno tsunami, certamente qualcosa di molto simile. Scene di panico che ad un certo punto hanno fatto pensare al peggio: il ritrovamento di un borsello che galleggiava sull’acqua dalle parti di Villa Pacini ha fatto gridare al morto. Il borsello, si scopre, appartiene ad un abitante di Castel di Judica che lo aveva smarrito tempo addietro: lui sta bene e si trova tranquillamente in paese.

L’allarme è, invece, a Catania ed in tutti i Comuni dell’hinterland. I dati della protezione civile sono spaventosi: 100 millimetri di pioggia caduti in meno di un'ora. Al Villaggio Santa Maria Goretti le pompe vengono azionate per motivi di sicurezza in quanto l'acqua aveva superato il livello di guardia. Gli interventi più urgenti si registrano a Piazza Duomo e nella zona dell'aeroporto (quattro i voli stoppati per Catania). I feriti, come detto, alla fine saranno 10: il più grave è un operaio caduto da un’altezza di otto metri mentre si trovava su una impalcatura di un tetto della Zona Industriale. Per lui, diversi politraumi. Per fortuna, se la caverà. I centralini di Vigili del Fuoco e Vigili urbani impazziscono. Arrivano richieste di aiuto e di informazioni. Intervengono anche i sommozzatori: in alcuni punti, infatti, l’acqua piovana raggiunge addirittura i due metri di altezza. Il loro intervento, alla fine, sarà solo di supporto: non si registreranno emergenze. La situazione si stabilizza in prima serata.

La polemica è, però, dietro l’angolo. E’ possibile non avere emesso alcun bollettino che prevedesse quanto accaduto? “Il Centro funzionale centrale del dipartimento della Protezione civile, che sostituisce quello della Regione Siciliana, inadempiente dal 2004, nella giornata di ieri ha emesso un bollettino di criticità ordinaria per le zone della Sicilia orientale”. Hanno spiegato dal Dipartimento nazionale di Protezione civile. "E' bene ricordare - si spiega nella nota - che con criticità ordinaria ci si possono attendere temporali, rovesci di pioggia, grandinate, colpi di vento e trombe d'aria, con possibilità di allagamento dei locali interrati, interruzioni puntuali e provvisorie della viabilità a valle dei fenomeni di scorrimento superficiale. Il bollettino di criticità, come avviene ogni giorno, anche ieri è stato inviato alla Protezione civile della Regione Siciliana cui spetta la comunicazione al territorio coinvolto". "Si coglie l'occasione per chiedere all'amministrazione comunale di Catania - prosegue la nota della Protezione civile - se la città sia dotata di un piano aggiornato, e magari esercitato, di protezione civile, unico strumento che possa garantire la sicurezza dei cittadini”.

Praticamente un rimbalzo di responsabilità. E mentre la città fa la conta dei danni, l’impressione è che da domani qualcuno dovrà pur rispondere di una tragedia che non c’è stata ma che avrebbe potuto essere di proporzioni davvero inimmaginabili.


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