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Le polemiche

Day after
Scatta lo scaricabarile


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Catania, nubifragio, protezione civile, via etnea

una grossa buca causata dal maltempo



CATANIA – “Una situazione davvero inaspettata e imprevedibile”. È così che l'amministrazione comunale ha commentato a caldo il violento nubifragio che ieri ha colpito la città e il suo hinterland e che per alcune ore ha trasformato le strade in veri e propri fiumi in piena, causando danni la cui conta è appena iniziata.

Decine le chiamate ai Vigili del fuoco e alle forze dell'ordine; numerosi i feriti, tra cui uno grave, che sono dovuti ricorrere alle cure mediche. Una vera e propria bufera che, a poche ore dalle elezioni politiche e a pochi mesi da quelle amministrative, si è subito trasformata in “calamità elettorale”. Immediate, infatti, le polemiche contro l'amministrazione comunale, colpevole secondo tanti, di non aver effettuato la dovuta manutenzione dei tombini che, totalmente intasati, non avrebbero svolto la propria funzione, causando di fatto la metamorfosi della città in una grande palude.

“Catania va avanti da troppo tempo senza alcun progetto, senza una vera guida – ha commentato, ad esempio, il consigliere comunale e vice presidente del Consiglio, Carmelo Sofia, esponente del Partito democratico. Oggi su via Etnea scorreva letteralmente un fiume in piena che ha trascinato cassonetti, motorini e automobili – ha proseguito - evidentemente persino la pulizia dei tombini non viene effettuata con efficacia”. Ma di reazioni simili se ne sono contate numerose. Commenti che l'amministrazione ha bollato come “da campagna elettorale”, respingendo le accuse di essere concausa di una calamità naturale.

“Quanto accaduto non era affatto prevedibile – ha puntualizzato l'ufficio stampa. L'acqua è arrivata dai paesi etnei, Mascalucia, Pedara, Gravina, ed è confluita violentemente in via Etnea e, da qui, in piazza Duomo”. Nessuna responsabilità dunque, da parte del Comune, che anzi ha risposto prontamente all'emergenza, inviando subito tecnici e operai, per verificare eventuali problemi. Una squadra, con tanto di camion e gru, si è recata Santa Maria Goretti,dove “Il sistema approntato dal Comune ha funzionato” - ha spiegato Lorenzo Leone, rappresentante del comitato di abitanti del quartiere più volte sommerso dalle acque. L'amministrazione avrebbe, quindi, non solo risposto prontamente, ma lo avrebbe fatto nonostante “Alla protezione civile comunale non era giunto dagli organi competenti della protezione civile nazionale e regionale alcun bollettino di allerta meteo”, come aveva puntualizzato il sindaco Stancanelli, poco dopo il nubifragio.

Non così, però, per il Centro funzionale centrale del dipartimento della Protezione civile, che sostituisce quello della Regione Siciliana, inadempiente dal 2004, che nella giornata di ieri ha emesso un bollettino di criticità ordinaria per le zone della Sicilia orientale. A renderlo noto è stato proprio il Dipartimento nazionale di Protezione civile, chiamato in causa dall'amministrazione. “Il bollettino di criticità, come avviene ogni giorno, anche ieri è stato inviato alla Protezione civile della Regione Siciliana cui spetta la comunicazione al territorio coinvolto", si legge nella nota inviata. "Prima di rifugiarsi nel ricorrente scaricabarile - conclude la nota del Dipartimento Protezione civile nazionale - sarebbe utile che chi è autorità di protezione civile conoscesse il sistema e mettesse a regime quello che il sistema stesso prevede".

Ma lo scaricabarile sembra già iniziato.

 


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