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chiusura campagna elettorale

Crocetta chiude ad Acireale:
"Noi la vera rivoluzione"


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acirelae, elezioni 2013, megafono, rosario crocetta
CATANIA - Un passaggio lampo al Metropolitan di Catania, ma Rosario Crocetta ha chiuso ad Acireale la campagna elettorale del Megafono. In una sala gremita e accolto dagli applausi, il governatore siciliano in 50 minuti ha spiegato al pubblico tutti i risultati ottenuti dal giorno del suo insediamento. A cominciare dalla battaglia per la riduzione a zero delle spese inutili che gravavano sui costi della Regione, arrivando alle aziende esonerate dagli innumerevoli incarichi che costavano oltre 45 milioni all'anno.

"Soldi buttati dal finestrino – afferma il presidente: lo sapete che nei giardini di Palazzo d'Orleans ho trovato gli uccelli in affitto? stormi di uccelli affittati per la bellezza di 500 mila euro l'anno". Non sono mancati gli affondi contro l'ex Presidente Lombardo, né quelli all’ex Premier Monti, colpevole di essere lontano dagli elettori. "Monti non conosce la Sicilia – aggiunge - non conosce la situazione siciliana, ma a ben guardare, non sa neanche quanto costa un chilo di pane, perché quelli del governo Monti sono abituati ad avere a che fare con le banche".

Mafia e disoccupazione gli altri passaggi del governatore Crocetta: “In Sicilia esistono i precari perché i lavoratori restano a spasso e i mafiosi prendono gli appalti, so bene che loro non vogliono che se ne parli, ma io sono pronto a parlare di Mafia e ne parlerò sempre. Noi non siamo i siciliani di Provenzano e Riina, noi siamo la Sicilia di Falcone, di Borsellino, di Puglisi e di Pio la Torre e non dobbiamo avere paura".

 


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