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Corte dei Conti, la sentenza
“Il patto è stato sforato”


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antonietta liotta, corte dei conti, giovanni leonardi, patto di stabilità, provincia di catania, Politica
CATANIA - L’attesa è finita. La Provincia regionale etnea ha sforato Il patto di stabilità per l’anno 2010. A dirlo sono i giudici della corte dei Conti. Il verdetto è stato comunicato ieri ai vertici dell'Ente. A firmarlo sono il presidente Maurizio Graffeo e il relatore Giuseppa Cernigliaro. Una delibera (LEGGI IL DOCUMENTO), dunque, che non ammette fraintendimenti. Anche se tale esito era già nell'aria da giorni. Del resto, il commissario straordinario della provincia di Catania, Antonina Liotta, intervistata da LiveSiciliaCatania dopo l'audizione di lunedì scorso a Palermo davanti ai giudici alla stessa Corte, lo aveva dichiarato: “Dopo oggi non sono più fiduciosa”.

I motivi di quelle perplessità ora sono tutti nero su bianco. In calce alla sentenza, sotto la voce PQM, si leggono i rilievi fondamentali avanzati dai magistrati contabili. Nel dettaglio si specifica: “è accertato che il rendiconto 2010 ha raggiunto il risultato del rispetto del patto mediante una non corretta imputazione delle entrate, per la somma di 835.000,00, e delle uscite, per la somma di euro 4.298.000,00, ai Servizi per conto di terzi”. I giudici sottolineano inoltre “la non veridicità della certificazione per l’anno 2010 a firma contestuale del Presidente e del Responsabile dei servizi finanziari dell’Ente, datata 28 aprile 2011, con la quale si è attestato testualmente che il patto è stato rispettato”. Pertanto la Provincia è stata invitata a “correggere il prospetto dimostrativo del raggiungimento dei Vincoli del patto per il 2010 e comunicare alla Sezione le misure correttive e le iniziative adottate in conseguenza dell’applicazione delle misure sanzionatorie previste per la legge”.

Per i giudici, dunque, la Provincia di Catania avrebbe chiuso il bilancio 2011 attraverso “una fattispecie di artificioso conseguimento del rispetto del Patto di stabilità mediante l'utilizzo di strumenti elusivi”. Ipotesi che non convince del tutto il Ragioniere Genarale dell'Ente, Francesco Schilirò, il quale, contattato da LiveSiciliaCatania, ci ha tenuto a precisare: “Non intendo fare polemica, anzi è nostra intenzione chiarire e risolvere quanto prima la faccenda, ma non c'è stato alcun intento elusivo da parte nostra”. “L'ultima parola, a questo punto, ce l'ha il ministero delle finanze. Sto comunicando con loro via mail – ha annunciato- per trovare un via d'uscita. Qualora così non fosse, il quadro sanzionatorio partirebbe dal 2014”.

Sul versante del Consiglio provinciale, la presidenza, per bocca di Giovanni Leonardi, si è espressa con una certa amarezza: “Rischiamo di pagare oggi l'inefficienza di altri, sia in termini tecnici che politico-gestionali”. “Questo Consiglio – ha detto- ha lavorato bene: abbiamo sempre deliberato i previsionali per tempo, in modo da garantire all'Ente una certa capacità gestionale”. Leonardi ha inoltre aggiunto: “Va chiarito un dato: il rendiconto è uno strumento tecnico, come lo sono anche gli strumenti correttivi già da noi adottati. Abbiamo agito nella massima fiducia degli uffici. Questo consiglio è vittima di scelte che sono in primo luogo gestionali. Nonostante questi rilievi – ha annunciato Leonardi- ci mettiamo, come consiglio, lo stesso a disposizione affinché la Provincia possa superare questa fase, con tutti gli strumenti di cui ancora disponiamo”.


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