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Rifiuti, Cisl contro Aimeri:
"Contratto non rispettato"


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Cumulo di rifiuti



GIARRE - Adesso il rischio paralisi è concreto. I netturbini dell’Aimeri Ambiente minacciano l’occupazione permanente dei cantieri ed il blocco totale del servizio di raccolta dei rifiuti nei 14 comuni dell’Ato Ct1. E’ la stessa Joniambiente, attraverso una nota ufficiale, a preannunciare possibili disagi nel servizio di raccolta dei rifiuti a causa dello stato di agitazione. Ma di fatto i disservizi sono già iniziati. Cgil e Cisl preannunciano battaglia dopo il vertice di venerdì scorso con i dirigenti dell’azienda, definito all’unisono fallimentare. “Non abbiamo ancora capito il senso di quell’incontro – dice con rammarico Mauro Torrisi, segretario generale della Fit Cisl Catania – Il manager dell’azienda Orazio Colimberti si è rifiutato di affrontare i numerosi punti della vertenza, rendendo di fatto inutile il tavolo tecnico. La verità è che l’Aimeri non rispetta il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro”. Parole dure che acuiscono ulteriormente il livello di scontro. Il mancato arrivo del saldo degli stipendi di dicembre e le preoccupazioni per le mensilità di gennaio, queste ultime ormai destinate a slittare di parecchie settimane, hanno esasperato i dipendenti. “Sono le solite promesse da marinaio – dice ancora Mauro Torrisi - ma i lavoratori adesso sono stanchi e la situazione è destinata a precipitare”.

Ma l’Aimeri si difende e spiega in un comunicato ufficiale i motivi del ritardo nel saldo degli stipendi di dicembre, previsti per il 18 febbraio. “Questa situazione è da imputare al perpetrarsi nei ritardi dei pagamenti da parte di alcuni Comuni e quindi dell’Ato CT1- spiega Orazio Colimberti - con grave pregiudizio nei confronti dell’Aimeri in termini di liquidità. Nel corso della seconda metà del mese di febbraio riteniamo di poter procedere con la corresponsione degli stipendi di gennaio. Pur comprendendo il disagio rappresentato dalle parti sociali e patito dai lavoratori tutti – conclude Colimberti - auspichiamo che le azioni di lotta sindacale preannunciate vengano riviste poiché rischiano di acuire ulteriormente le problematiche gestionali ad oggi esistenti, con pregiudizio sulla collettività” .

Parole che non sembrano aver convinto Cigl e Cisl. L’1 marzo infatti sarà sciopero e questa volta sembra davvero difficile che possa rientrare. Dopo tre giorni di assemblee nei cantieri e con l’unificazione dei turni lavorativi, le strade dei comuni sono già invase dai rifiuti. E purtroppo sembra solo l’inizio. Intanto le due organizzazioni sindacali hanno chiesto al Prefetto di Catania la convocazione urgente di un tavolo tecnico con tutte le parti coinvolte.

 


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