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Cittàinsieme e Libera

Politiche, no alla corruzione
Pd in prima fila, Pdl assente


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CATANIA – No alla corruzione. Libera e Cittàinsieme chiedono ai candidati catanesi un impegno formale sulla trasparenza e la legalità nelle istituzioni. In pochi hanno risposto all’appello dell’associazione antimafia che ha organizzato un incontro pubblico dove presentare la campagna Riparte il futuro. Renato Camarda ha aperto i lavori elencando di 5 impegni da sottoscrivere:  

-        Inserire nella propria campagna elettorale la promessa di continuare il rafforzamento della legge anticorruzione iniziato con la riforma del novembre 2012. Concretamente, chiediamo sia modificata la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416 ter) entro i primi cento giorni di attività parlamentare, con l’aggiunta della voce “altra utilità”;

-        Pubblicare il proprio Curriculum Vitae con indicati tutti gli incarichi professionali ricoperti;

-         Dichiarare la propria situazione giudiziaria e quindi eventuali procedimenti penali e civili in corso e/o passati in giudicato;

-        Pubblicare la propria condizione patrimoniale e reddituale

-        Dichiarare potenziali conflitti di interesse personali e mediati, ovvero riguardanti congiunti e familiari.

Il primo a parlare è stato Sebastiano Arcidiacono, candidato per la Lista Civica Monti per L'Italia. "La mia è una candidatura di servizio - dice - ma penso che questo gesto di trasparenza e chiarezza sia un atto dovuto nei confronti della collettività e degli elettori. Bisogna partire dalle scuole per poter cambiare le cose."

Quasi tutti presenti i candidati del Pd che hanno affollato la prima fila della Sede di Via Siena di Città Insieme. Marilena Samperi, parlamentare uscente ha definito “La legge anticorruzione approvata dal parlamento una norma carente” ma comunque un “inizio”.  "La corruzione al nostro paese - incalza - costa 70 miliardi di euro. Dati questi della Corte dei Conti: un governo di rigore, invece che gravare sui cittadini, prima di tutto dovrebbe contrastare questa cancrena” e scatta l’applauso. Giuseppe Berretta, candidato del Pd, riassume in poche righe il suo pensiero: "Aderisco in maniera convinta a questa campagna perché la corruzione  è un fenomeno che va abbattuto. La lotta alla corruzione – assicura - farà parte del mio impegno di parlamentare. E' venuto il tempo che nasca un nuovo senso di responsabilità individuale e collettivo. Come Pd noi continueremo a batterci perché la lotta alla corruzione e alle mafia non sia frutto di un impegno episodico ma costante: una lotta che vada contro i corrotti e i corruttori." Giovanni Burtone, candidato alla camera per il Pd, condividendo il pensiero degli amici di partito aggiunge: "L'auspicio è che ci possa essere un'opinione pubblica attenta e che possa opportunamente pressare la politica verso la legalità. Contro la mafia – incalza - non bisogna mollare".  Lapidario è Giuseppe Bargagallo, candidato al senato per il Pd:  “In Sicilia c'è una mentalità mafiosa strisciante. Non c'è un voto condizionato dalla mafia, ma condizionato dagli interessi.  La politica è entrata nell'Università e nella sanità e molti professionisti non possono lavorare perché non hanno legami con la politica. Questo sistema non può continuare".

Orazio Licandro, candidato di Rivoluzione Civile, preme affinché ci sia un’aggressione più efficace per i patrimoni mafiosi.”70 miliardi per la corruzione, 130 miliardi di evasione fiscale e 70 miliardi di introiti delle mafie: basterebbe – afferma - recuperare queste somme per poter rimettere in sesto i conti dello Stato”. Cosa bisogna per restituire dignità alla politica e alle istituzioni? E’ l’interrogativo di Licandro: “ Per noi – risponde -  ci sono due strade e per questo abbiamo pronte due proposte di legge: una sulla possibilità di confisca per il corrotto e l'evasore e poi la modifica del 416 ter sul voto di scambio elettorale con l'aggravante mafiosa, in quanto il codice prevede che ci deve essere la prova materiale".

Un affondo contro la politica bancaria lo fa Francesco Condorelli Caff, capolista alla Camera per Fiamma Tricolore: "Le banche sono legalizzate a adottare degli interessi usurai. Dobbiamo guardare anche a questi aspetti – evidenzia - che mettono in ginocchio i cittadini e le imprese. I parlamentari dovrebbero rappresentarci: bisogna stabilire attraverso una normativa l’applicazione di un tetto massimo di interessi” Poi si passa alla questione morale all’interno delle istituzioni: “La pulizia non può essere solo competenza della magistratura ma deve essere obiettivo anche di chi legifera. Bisogna tornare – conclude - al primato della politica".

Ruggero Razza e Enrico Trantino, candidati de La Destra, impegnati in appuntamenti elettorali in altre città hanno delegato il consigliere comunale Manfredi Zammataro a presentare la loro sottoscrizione alla campagna anticorruzione. “Libera ha dato un importante segnale di trasparenza- afferma -  stare con il fiato sul collo a chi fa politica significa essere attenti. La lotta alle mafie e alla corruzione deve essere portato avanti non solo nel parlamento ma in tutte le istituzioni, per questo ho anche io come Razza e Trantino ho deciso di sottoscrivere questa campagna. La mafia ha cambiato volto, non indossa più la coppola e il gessato ma la giacca e la cravatta e non parla solo siciliano ma soprattutto il linguaggio della politica."

Antonio Caruso, candidato alla camera per il movimento Fare per fermare il declino tende alla completa trasparenza del sistema: "Bisogna puntare alla moralizzazione delle istituzioni e bisogna incentivare alla denuncia di chi è corrotto. Solo così si può cambiare faccia alla politica".

Per Antonella Inserra, candidata di Sel, la lotta alla corruzione è una battaglia etica:  “Bisogna intervenire su un modo di fare che sta diventato quasi legittimato in quanto viene adottato dai vertici istituzionali, dai politici, dai funzionari, dai cosiddetti colletti bianchi. Bisogna diffondere una nuova cultura della legalità".

I grandi assenti di questo appuntamento sono  i candidati del Popolo delle Libertà.


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