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one billion rising

Piazza Università, un ballo
contro la violenza sulle donne


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Catania, femminicidio, flash mob, one billion rising, Cronaca

Flash mob in Piazza Università



CATANIA - “Un miliardo di donne violate è un’atrocità, un miliardo di donne che ballano è una rivoluzione”. Così la scrittrice Eva Ensler, autrice de “I monologhi della vagina”, aveva lanciato la proposta di un grande flash mob internazionale che a ritmo di musica accendesse i riflettori su un fenomeno tutt’altro che allegro: la violenza sulle donne e il femminicidio. La risposta delle donne e degli uomini non si è lasciata attendere e Catania non ha fatto eccezione. Le note di “Break the Chain” e Piazza Università hanno fatto da cornice a una grande danza collettiva che ha visto protagoniste donne di tutte le età. Un modo originale e accattivante per ricordare alla comunità che di violenza le donne continuano a morire ogni giorno e a tutte le latitudini. Un messaggio lanciato proprio il giorno di San Valentino perché è con la scusa dell’amore che molto le violenze vengono perpetrate.

La manifestazione One Billion Rising



A questo stato di cose le donne rispondono con un “no” secco. Emblematici i versi della canzone che ha fatto da coreografia alla danza delle donne catanesi. “Break the Chain” cioè “spezza la catena”. “Questo è il mio corpo, il mio corpo è sacro/ Basta scuse, basta abusi. Noi siamo madri, noi siamo maestre/ Noi siamo bellissime, bellissime creature”. E ancora “Danzo perché amo. Danzo perché sogno. Danzo perché non ne posso più. Danzo per arrestare le grida/Danzo per rompere le regole/Danzo per fermare il dolore. Danzo per rovesciare tutto sottosopra/ E’ ora di spezzare la catena”. E le catene (metaforiche e culturali) che tengono le donne sotto scacco sono ancora tante, troppe. Quale modo miglior della danza per celebrare la ribellione al modello patriarcale e alle sue costrizioni? La risposta positiva che le donne e gli uomini di Catania hanno dato all’appello di Ensler è eloquente. Tante le realtà politiche e associative presenti.

Un particolare della manifestazione



La storica femminista catanese, Grazia Giurato, non nasconde la propria soddisfazione. “Oggi le donne chiamano in piazza anche gli uomini a differenza di quanto avveniva ai tempi del separatismo negli anni settanta. Prima ci interrogavamo tra di noi, sono le donne ad avere fatto la più grande rivoluzione nel secolo scorso cambiando il quotidiano”. Giurato prosegue dicendo che “adesso è arrivato che anche gli uomini siano protagonisti di questo cambiamento. C’è ancora tanto da fare soprattutto in alcuni Paesi per questo la portata internazionale dell’evento di oggi ha una grande importanza”

 

 

 

 


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