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ACIREALE

D'Alema presenta la squadra
"Non cedere ai populismi"


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D'Alema

Massimo D'Alema ieri ad Acireale (foto Gieri)



ACIREALE - Una sala gremita, quella del Cinema Margherita, che ieri sera ha ospitato Massimo D’Alema e i candidati alla Camera nella circoscrizione della Sicilia orientale Fausto Raciti, Amanda Catania e Tania Spitaleri.

Dopo una breve presentazione, D’Alema prende la parola tra gli applausi della platea; Da subito il Presidente del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica e deputato uscente del Pd, si butta a capofitto su ciò che L’Italia potrebbe rischiare se si lasciasse tentare dai populismi:

“ Questo paese è messo di fronte alle sue responsabilità – dice D’Alema- ha una possibilità, quella di imboccare la strada del cambiamento, di voltare pagina rispetto ad una lunga stagione; Berlusconi non è stato soltanto uomo, è stato una cultura un modo di interpretare la vita politica, cinque stelle ne è una reincarnazione giovanile come se fosse lui 20 anni fa, stesso qualunquismo stessa demagogia la stessa invettiva antipolitica le stesse promesse. E’ una scelta possibile ma i cittadini se ne prendano la responsabilità, siamo in democrazia si può scegliere, ma noi vogliamo evitarla siamo qui per indicare al paese una prospettiva di ricostruzione, di rinascita della politica seria fatta di convinzioni, di valori”

L’intervento continua, con affondi a Berlusconi, alle promesse shock rimaste uguali negli anni, ricondandone alcune con ironia e sarcasmo tra le risate del pubblico,per poi passare ad elencare le differenze e quanto sia essenziale arrivare ad una maggioranza piena, concludendo con uno stupefacente mea culpa sugli errori fatti dalla sinistra ai tempi di governo:

“La politica ha bisogno della società, il nostro – continua D’Alema - è un partito che porterà in parlamento la grande rivoluzione, il 40% saranno donne un nuovo modo di vedere la politica una nuova sensibilità che farà irruzione nelle istituzioni. L’opera di ricostruzione del paese sarà estremamente impegnativa perché non c’è soltanto da misurarsi con una crisi economica, con un degrado della vita pubblica,con un indebolimento dell’etica civile perciò c’è bisogno di costruire una maggioranza larga, rappresentativa delle forze migliori della società italiana occorre una forza guida del paese. Noi chiediamo agli italiani un mandato per fare un lavoro difficile, ma vogliamo un mandato chiaro; se non ci sarà una chiara e forte maggioranza tutto diventerà fragile, incerto, noi siamo in una strana situazione, queste elezioni assomigliano a quelle del ‘48 io non ero nato, e mio padre stava dall’altra parte, ma da un punto di vista della storia non c’è dubbio che se nel ‘48 non avesse vinto la Democrazia Cristiana, per l’Italia sarebbe stato un disastro e in qualche modo oggi è così: o vince il partito democratico o per l’italia sarà un disastro e la responsabilità è un fatto collettivo”.

“Noi abbiamo una colpa, questa colpa è stata la fragilità e la divisione dei nostri governi, è stata l’incapacità di tenere il governo del paese perché noi avremmo potuto interrompere prima l’avventura berlusconiana, e non ce l’abbiamo fatta perché ci siamo divisi; troppi partiti nell’unione, mille protagonismi la smania di andare sui giornali, l’idea di fare cortei contro il governo a cui si partecipa, questa goliardia non è ammissibile..noi ci presentiamo con un centro sinistra diverso perché imperniato su un grande partito unito questo non è più l’unione è un grande partito riformista”.

Massimo D’Alema chiude l’incontro con un augurio alla Sicilia: “La Sicilia – conclude il deputato uscente D’Alema - ha già fatto un enorme passo avanti scegliendo Crocetta come governatore – auguro alla Sicilia ed ai siciliani di portare avanti con coraggio questa scelta e di rafforzarla, e che il cambiamento vero avvenga, voltando le spalle ai populismi e alla vecchia demagogia”.

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