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ARCIGAY

Inaugurata la nuova sede
“Un investimento sulla città”


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Arcigay Catania

La sede della sede Acigay Catania



CATANIA - La nuova sede di Arcigay si trova nel cuore del centro storico di Catania: in via Vittorio Emanuele. A pochi passi da Piazza Sant’ Antonio. Lì nei primi anni del novecento c’era un noto locale omosessule o meglio una sala da ballo per soli uomini. Frizzante luogo di ritrovo per la comunità lgbt del tempo prima, teatro di arresti finalizzati al confino (per volontà del regime fascista) poi. Che la scelta del luogo sia volutamente (o meno) legata a quel pezzo di storia poco importa perché simbolicamente il legame esiste ed è dirompente. E’ il segno dei tempi, del percorso di lotta che una comunità storicamente ghettizzata e perseguitata ha portato avanti.

Oggi la sede di Arcigay si “mostra” alla cittadinanza perché la comunità che rappresenta (che ha la sua forza nella visibilità) ne è parte attiva. La città di ieri e quella di oggi cosi si incontrano e si confrontano. E poi c’è la Catania di domani che in tanti durante l’inaugurazione della sede immaginano e sperano di vivere.

“Abbiamo fiducia nel futuro di questa città” tuona Paolo Patanè, ex presidente nazionale di Arcigay. “Questo spazio è un investimento sulla città e per la città, un metodo di relazione tra le persone dove la libertà dei singoli è una libertà di tutti”. La comunità lgbt apre alla città. Come spiega il presidente Giovanni Caloggero:“vogliamo che questa sia una casa delle associazioni dove chiunque possa sentirsi a casa propria”.

Perché questo avvenga però precisano :“la città deve uscire dallo stato di degrado in cui versa da troppi anni”. Il concetto è chiaro: la città deve rinascere e diritti passano necessariamente dalla strada del benessere sociale. E proprio sul futuro della città sono intervenuti i tre potenziali candidati sindaco del centro sinistra dimostrando una comunanza di vedute.

Secondo Enzo Bianco “ viviamo in una città in cui la violenza è la cifra delle relazioni tra le persone. Dobbiamo tornare a vivere in una città civile dove tutti possano tornare a essere cittadini”. Giuseppe Berretta considera la nascita della sede di Arcigay “ un segnale importante in una città come Catania. C’è una forte esigenza di tornare a operare collettivamente e a creare gli spazi di confronto che in questi anni sono mancati”. Un tema, quello degli spazi, condiviso anche da Maurizio Caserta. “ Se farò sindaco di questa città - ha detto Caserta - la mia prima preoccupazione sarà quella di creare questi spazi dei diritti e fare ripartire la vita economica e sociale. Il lavoro e i diritti non sono cose distinte ma vanno a braccetto”. La Catania del futuro dovrà essere accogliente e in questo Arcigay vuole fare la sua parte. Coma ha detto- ai microfoni di LiveSicilia- il vicepresidente Alessandro Motta: “la sede deve diventare un luogo di aggregazione, ma anche un luogo di elaborazione politica partendo dal pensiero del movimento lgbt che va riscoperto ma anche innovato. Un patrimonio che deve essere poi fruito da tutta la cittadinanza”.

Una scommessa coraggiosa che si innesta in un contesto di crescita per la collettività. Quindi come ha detto Orazio Licandro “un presidio democratico per la crescita politica e culturale della città di Catania”. Testimone ne è la presenza della presidentessa dell’ Anpi, Santina Sconza, già madrina del Pride dello scorso anno, che ha ribadito l’importanza dei principi di uguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione. Proprio l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia sarà la prima associazione a riunirsi nella sede di via Vittorio Emanuele. A pochi passi da via Sant’Antonio.

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