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Rito abbreviato per gli aguzzini

Costanzo, il coraggio di denunciare
Alla sbarra cinque estortori


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estorsione, mimmo costanzo, ndrangheta, Cronaca
REGGIO CALABRIA. Si erano presentati con fare sicuro ed ormai ben collaudato, così come del resto avevano fatto in altre occasioni: “Ma per questi lavori avete cominciato senza manco presentarvi? Per rimediare occorre pagare il disturbo”. Ed il disturbo era stato quantificato in appena 60 mila euro. Una estorsione con tutti i crismi del caso e che riguarda l’ammodernamento della statale 106, quella che in Calabria collega Reggio Calabria a Melito Porto Salvo. Una estorsione ai danni dell’impresa catanese della Cogip SpA dell’imprenditore Mimmo Costanzo che ha rispedito tutto al mittente denunciando l’accaduto ai carabinieri. E così, nell’ambito dell’operazione “Affari di famiglia”, in manette sono finiti i cinque aguzzini che si erano presentati di gran carriera ritenuti affiliati alle cosche Latella-Ficara e Iamonte. Si tratta di Filippo Fontana (53 anni), Giovanni Gullì (34), Salvatore Minniti (51), Luigi Musolino (36) e Domenico Musolino (36): hanno scelto il rito abbreviato ed il loro processo comincia lunedì al Tribunale di Reggio Calabria.

“Denunciare dev’essere la normalità delle cose – fa sapere, a Livesiciliacatania, l’imprenditore Mimmo Costanzo -: una normalità che serve a far crescere le nostre stesse aziende secondo quella che è la strada tracciata da Lo Bello e Montante”.

Di seguito il contenuto del provvedimento stilato dai magistrati della Dda: “L'indagine si è giovata del fattivo contributo dichiarativo della vittima: la Cogip Spa con sede in Catania; ed infatti, l'amministratore della impresa, nella persona di Costanzo Francesco Domenico, denunciava, presso gli uffici della Direzione investigativa antimafia di Catania, i tentativi di estorsione posti in essere da ignoti soggetti in relazione ai lavori manutentivi che la società per azioni stava effettuando lungo la statale 106 jonica nel tratto compreso tra Reggio Calabria e Melito di Porto Salvo. Il denunciante riferiva di avere appresso dai suoi dipendenti operanti presso il predetto cantiere che l'impresa era stata oggetto di una richiesta estorsiva per un somma di denaro pari al 4% relativa alle singole categorie di lavori appaltati. La successiva escussione dei dipendenti indicati ed, in particolare del geometra, capo del cantiere mobile oggetto della bramosia estorsiva, confermavano il dato riferito dal Costanzo e consentivano una dettagliata ricostruzione della dinamica criminale, nonché la sicura identificazione dei responsabili dei fatti così accertati».


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