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Lo scontro Ato 3/Simco

L'ira dell'assessore Marino:
"Anticiperemo. Ma così non va"


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ato 3, concetta italia, marino, rifiuti, Simco, Politica
CATANIA. Questa mattina l’assessore regionale Nicolò Marino, li ha convocati di buon mattino. Al primo piano dell’ex palazzo dell’Esa, oggi sede distaccata della Regione, l’assessore ha voluto incontrare i vertici della Simco, il consorzio di cinque ditte che espleta il servizio di raccolta rifiuti tra i diciotto Comuni dell’Ato 3 Rifiuti, che venerdì scorso ha annunciato a partire dalle 12 di oggi lo stop al servizio. Marino non ha voluto sentire ragioni anche se la vicenda è in continua evoluzione. “Le sembra normale – dichiara a Livesiciliacatania l’assessore regionale all’Energia – che venerdì scorso in assessorato vengano trasmesse le documentazioni per la richiesta di anticipazione e, contemporaneamente, l’annuncio dello stop al servizio. E’ normale?”. No, certamente non lo è. Ed allora, la domanda diventa un’altra: cosa accade, dunque, da domani? La Simco ci ha ripensato? “La Regione anticiperà i soldi che deve anticipare questo è sicuro ed anzi le posso dire che avverrà entro i prossimi giorni: entro la settimana prossima”, aggiunge l’assessore Marino.

Poi, in attesa di una presa di posizione ufficiale, la conclusione: “Di certo, si è stati abituati ad un comportamento che non può andare: adesso, bisogna capire che si sta voltando pagina. Ognuno se ne faccia una ragione”.

Nel frattempo, la Simco che sulla carta vanta un credito dall’Ato 3 di circa 25 milioni di euro non torna indietro sui suoi passi: “Da domani non potremo effettuare la raccolta rifiuti – spiega Concetta Italia, presidente del Consorzio -: non abbiamo più i mezzi e le risorse finanziarie per farlo. I nostri stessi fornitori non ci fanno più credito: sino ad oggi la speranza che tutto si sarebbe appianato ci ha reso credibili nei loro confronti. Ma oggi non è più così. La Regione ha promesso un’anticipazione entro una settimana? L’assessore sta facendo un ottimo lavoro ma non abbiamo davvero i soldi. Ci diano almeno un documento che attesti l’anticipazione e proviamo ad andare dalle banche”.


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