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Punto di non ritorno

Scontro Ato 3 e Simco
Emergenza da 25 milioni


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Angelo Liggeri, ato 3 rifiuti, concetta italia, Simco, Politica
CATANIA. A differenza di tante altre emergenze, questa pare essere davvero la più complicata. Una matassa troppo difficile da sbrogliare. Da una parte la Simco, il consorzio di ditte che vanta un credito a suo favore di circa 25 milioni di euro; dall’altra l’Ato 3 che, messa in liquidazione ad inizio dello scorso anno, dalla gestione Liggeri in poi ha provato ad assestare seriamente una nave che imbarcava acqua da ogni spiffero. Ma la cosa pare non essere bastata se è vero che la stessa Simco “minaccia” da qui a qualche ora di mandare a monte tutto il servizio di raccolta. Di tirarsi fuori, insomma. “I costi sono troppo alti, non ce la facciamo”, fanno sapere. Ed ora a pagarne le spese sarebbero inevitabilmente cittadini e municipi dell’Ato 3. Con buona pace, ovviamente, dei netturbini che rischiano di non vedere più il becco si un centesimo di euro. Due posizioni diametralmente opposte (quelle di Consorzio e Ambito ottimale) che mettiamo a confronto.

Angelo Liggeri, Commissario liquidatore Ato 3 – Rifiuti:

Mi sono sentito, tra virgolette, intimato dalla presa di posizione della Simco. Tutta la documentazione necessaria, per quello che mi risulta e dal mio punto di vista, è in regola tant’è che abbiamo ricevuto il depauperamento del debito dichiarato del 20%, quindi non ci sono ne anomalie né atti che mancano al residuo del credito che vanta il Consorzio. La mia idea è che si stia volendo mettere pressione: oltretutto lo si sta facendo nei confronti di quei lavoratori che non c’entrano nulla. Perché? Per far capire che se non ci sono soldi interrompono il servizio. Ora l’allarme è su tutti e 18 i comuni: perché la Simco ha detto che abbandonerebbe tutti i Comuni. Personalmente, non posso entrate nella gestione di un’altra impresa. Nelle cose dovrebbe prevalere sempre il buon senso. Vedremo”.

Concetta Italia, presidente Consorzio Simco:

“La nostra non è una presa di posizione ma è una impossibilità oggettiva a proseguire i servizi. Il nostro credito è cospicuo ed a quanto pare non sono nemmeno stati effettuati tutti gli adempimenti necessari alla liquidazione che aveva chiesto la Regione. Dicono che, invece, tutto è stato fatto? Se è vero che tutto è stato fatto allora la Regione ci deve dare una risposta: e se è vero che tutto è stato fatto noi non possiamo stare nel mezzo. Noi abbiamo una pretesa legittima che è di rientrare nel nostro credito perchè non possiamo proseguire nell’espletamento dei servizi. Parliamo di una cifra di 25 milioni di euro senza contare alcune somme del 2012 e gli stipendi che stanno già maturando in questo 2013. Il problema riguarderà tutti i Comuni. Cercheremo di privilegiare i lavoratori ma in questo momento la situazione non è affatto semplice”.


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