Live Sicilia

EX MANIFATTURA TABACCHI

Echi da Katane
Fino al 10 marzo


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Uno degli spazi espositivi della mostra Echi da Katane



CATANIA - Una rassegna archeologica promossa dalla Sovrintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Catania. La mostra nasce, in particolare, dal desiderio di raccontare quella parte di storia in cui la città di Catania fu caratterizzata da una significativa presenza di colonie greche, a partire dal 729-728 a.C. Quest’ultima, infatti, è da sempre stata una parte poco nota al pubblico e per la quale non sono mai state spese molte parole a vantaggio di una maggiore valorizzazione del periodo romano, ma non per questo meno importante.

La mostra porta alla luce pezzi e reperti greci dall’eccezionale valore (ceramiche, statuette, anfore, busti e monete preziosissime della zecca di Katane),rinvenuti in vari siti di scavo del territorio, non solo catanese. In particolar modo, viene dato ampio spazio alla stipe votiva di piazza S. Francesco d’Assisi, il cui rinvenimento risale al 1959, e che finora, per mancanza di spazi adeguati, non ha avuto la possibilità di essere esposta se non per piccoli lotti. La Catania Greca è il tema centrale, dunque, della mostra che spazia cronologicamente dalla fondazione della colonia calcidese all’età ellenistica.

Particolare dell'allestimento della mostra



Le iniziative per valorizzare e conoscere il patrimonio culturale, storico-artistico e archeologico non sono mai abbastanza, specie quando si tratta di una città come Catania, pregna di testimonianze che rimontano una storia millenaria.

In occasione di questa mostra, infatti, risulta doveroso riflettere sul fatto deplorevole che Catania è ancora l’unica grande città della Sicilia a non disporre di un degno museo archeologico che permetta concretamente di ricostruire in maniera sistematica la storia della città e di poter recuperare, quindi, una memoria assolutamente da non perdere.

 

Un altro fatto degno assolutamente di nota riguarda proprio il museo Regionale Ignazio Paternò Castello V Principe di Biscari, tanto imponente quanto fatiscente. È proprio il caso di dirlo. Sebbene, infatti, la soprintendenza dei Beni Culturali insieme allo staff del museo abbiano fatto uno straordinario lavoro, riuscendo con risorse limitate a rimettere a nuovo l’area che ospita elegantemente l’intera mostra, il resto della struttura versa in condizioni non proprio buone e le speranze che la situazione migliori sembrano essere poche.

 

Francesco Privitera, dirigente del Museo Regionale Biscari di Catania, ha spiegato a LiveSicilia : “la mostra era già programmata da tempo dalla Soprintendenza dei Beni Culturali e siamo stati ben lieti di ospitarla. Per noi questa mostra rappresenta un nucleo ridotto di quello che poi sarà la parte greca di un futuro museo archeologico in programma qui a Catania. Città molto più piccole in Sicilia hanno un loro museo archeologico, noi ancora no. Tuttavia, le speranze di poter costituire e ospitare qui un vero e proprio museo dipendono, inevitabilmente, anche dalla possibilità o meno di effettuare lavori straordinari di restauro, indubbiamente molto onerosi. Per adesso, ancora c’è bisogno praticamente di tutto per poter costituire un museo e i fondi a disposizione sono limitatissimi. Per il futuro non sappiamo ancora come si metteranno le cose”.

Dunque, nell’attesa che anche Catania possa finalmente fregiarsi di un museo archeologico, che arricchirebbe significatamene la scena culturale della città (per non parlare del fatto che attirerebbe l’attenzione di tutto il mondo), visitare questa mostra è un’occasione da non perdere.

 


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