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CIOFS-SP SICILIA

Il grido d'allarme è serio:
"2000 posti di lavoro a rischio"


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Catania, ciofs sp, suor mariella lo turco, Politica
CATANIA. Incerto il futuro di circa 2000 ragazzi e altrettanti dipendenti CIOFS-FP Sicilia. Che ne sarà dell'attività formativa già avviata? E di quella programmata? Quale riconoscimento per coloro che operano nel settore con competenza e professionalità? Sono a rischio, infatti, 178 persone tra formatori e amministrativi che giornalmente operano senza essere remunerati in maniera regolare. Non solo l'attività potrebbe essere inficiata con conseguente mobilità e perdita di tutela del capitale umano ma si prospetta anche la messa in liquidazione dell'ente di formazione. Suor Mariella Lo Turco, Presidente CIOFS - FP Sicilia presenta il conto e lancia, in esclusiva ai microfoni di livesiciliacatania, un grido d'allarme, preannunciando le necessità dinnanzi ad un reiterato silenzio regionale di presentare esposto alla Procura della Repubblica ed agli uffici periferici per <<la procurata dispersione scolastica degli allievi minori non avviati ai percorsi formativi scelti e autorizzati dall'amministrazione nell'anno 2011-2012 e decretati per l'anno 2012-2013>> come si legge dalla lettera inviata all'assessorato regionale dell'istruzione e della formazione professionale in data 21 gennaio 2013.

Suor Mariella, la situazione di stallo nella formazione sta generando grande preoccupazione non solo tra gli addetti ai lavori, i formatori, quand’anche tra famiglie e i figli i quali in età scolastica corrono il rischio di non partecipare all’attività di istruzione.

“La preoccupazione delle famiglie è anche la nostra preoccupazione. Per questo già da ottobre abbiamo chiesto alle amministrazioni ed alla politica di stabilizzare i percorsi di istruzione e formazione professionale. Richiesta che ad oggi è stata disattesa nelle risposte pertanto con le famiglie continuiamo ad avanzare il nostro appello affinché i percorsi di istruzione e formazione professionale possano essere avviati con l’attività ordinaria scolastica così come dagli accordi interministeriali si auspica. I percorsi hanno necessità di essere avviati contestualmente alla scuola, proprio perché alternativi a quest’ultima. Credo, pertanto, che i minori in obbligo di istruzione non possano stare ad attendere l’avvio dell’attività scolastica, al pari dei compagni ma debbano poter ricevere l’istruzione anche attraverso canali diversi”.

Più volte avete sollecitato la regione. Ripercorriamo insieme le tappe che hanno scandito la preoccupazione vostra e delle famiglie.

“Nel mese di settembre abbiamo sollecitato l’avvio dei percorsi di formazione per i primi anni e siamo riusciti ad ottenere l’avvio dei primi anni con il mese di dicembre, registrando già un ritardo. Abbiamo poi a dicembre sollecitato la prosecuzione dei secondi, terzi e quarti anni poiché i ragazzi che hanno concluso l’attività formativa nel mese di luglio ad oggi si trovano dispersi. Ecco la preoccupazione grande delle famiglie che dinnanzi alla situazione di stallo e di mancate risposte trovano i loro figli a casa, in famiglia e non canalizzati nei laboratori per espletare l’azione formativa ed educativa”.

A proposito dell’erogazione di finanziamenti che la regione è tenuta a versare al CIOFS Sicilia, qual è la situazione attuale?

“La situazione attuale è molto critica: dal 2007 ad oggi con un’attività ordinaria da parte dell’ente sino ad oggi si è ricevuto solo l’80% per ogni annualità con un’esposizione dell’ente molto alta nei riguardi dei fornitori. Abbiamo cercato di rispondere all’esigenza dei dipendenti erogando una regolare retribuzione fino ad agosto senza poter rispettare un diritto ordinario del lavoratore. Avanziamo ben 7 milioni di euro dalla regione e questo non ci permette di gestire l’ordinario con tranquillità. Il nostro istituto ha supportato l’associazione nelle carenze ma non possiamo procedere ulteriormente con l’indebitamento da parte dell’istituzione educativa che, operando in molteplici ambiti, vuole garantire la missione in toto”.

Tra le tante criticità, quella relativa ai ragazzi di 4° anno che nonostante abbiano portato a compimento l’attività di istruzione, non sono stati poi nelle condizioni di sostenere gli esami.

“Si, il ritardo nella nomina delle commissioni d’esami. Ci ritroviamo con ragazzi di 3°e 4° anno che attendono di sostenere gli esami perché ancora l’amministrazione non ha emanato il decreto di nomina di presidenti e componenti delle commissioni d’esami. Questo genera ulteriori disagi perché i ragazzi non possono accedere al 4 anno di formazione professionale o di quella tradizionale, né al quinto anno per poter conseguire il diploma”.

Suor Mariella cosa auspica?

“Auspico ciò che ho già chiesto a dicembre al Presidente Crocetta e cioè risposte per le famiglie ed i ragazzi a garanzia dello sviluppo professionale anche di chi opera nel settore con la conseguente valorizzazione del patrimonio culturale della nostra isola. Si tratta di una sfida. La sfida della formazione professionale”.


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