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RIVOLUZIONE CIVILE

Licandro contro Franceschini
"Sulla desistenza è tutto vero"


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Rivoluzione civile CataniaCATANIA - “Mi sono scocciato di sentir dire che non è vero”. Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando sceglie l'antisala del consiglio provinciale di Catania per rilanciare una polemica strisciante che sta avvelenando la globosfera sinistra di questa campagna elettorale. “La desistenza è stata chiesta da Dario Franceschini a me personalmente, il 14 Gennaio alle 9.30 del mattino, e mi è stato detto pure – ha aggiunto- di organizzare una conferenza stampa con la quale spieghiamo il senso politico della vostra desistenza”. Nei toni, il sindaco della ormai storica Primavera di Palermo è tutt'altro che morbido nei confronti della coalizione guidata da Pierluigi Bersani: “La verità – ha aggiunto- è che c'è un accordo già fatto tra Pd, Sel compreso, e Mario Monti. Per questo hanno chiesto la desistenza a noi”.

A confermare le parole di Leoluca Orlando è una delle colonne locali e nazionali del Partito dei Comunisti Italiani. Orazio Licandro, infatti, ha riferito come lui stesso sia stato contattato dai vertici del PD per oliare il meccanismo di una eventuale desistenza in Sicilia: “Non c'era solo Franceschini in campo. Il Pd – ha spiegato Orazio Licandro - ha lanciato autorevolissimi esponenti presso varie sensibilità che si aggregavano attorno al progetto di Antonio Ingroia. Io – ha aggiunto l'esponente del Pdci candidato alla Camera per la Sicilia Orientale- sono stato contatto direttamente Maurizio Migliavacca, il capo della segreteria di Bersani, il suo alter ego. Si parlò – ha aggiunto- di un disarmo unilaterale, un gesto di responsabilità di cui il Pd avrebbe tenuto conto più avanti.”

Orlando

Orazio Licandro e Leoluca Orlando



Dal canto suo, Giovanna Marano, l'ex candidato della sinistra alla presidenza delle Regione, e oggi in corsa per un seggio alla Camera, riferisce invece di non essere stata “contattata da nessuno”. La sua polemica però è all'indirizzo dei “compagni” di Sel: “Vendola ha scritto su Il Manifesto che vuole tornare a dialogare con noi. Se davvero ci tiene – ha aggiunto la candidata di Rc- smetta d'insultarci e smetta pure di mandarci messaggi mediaticamente più feroci di quelli che manda alla destra”. Al di là delle polemiche però, la Marano si è più volte soffermata nel suo intervento sul disagio sociale che sta attraversando l'intero paese, segnato in particolar modo da due emergenze: “Una industria che ha smesso di produrre per fare finanza e una Università italiana che negli ultimi anni ha perso 60.000 iscritti”. “Le ricette della nostra Rivoluzione Civile per uscire da questa fase storica – ha concluso- sono semplici: abolire la riforma Fornero e investire nell'istruzione e la ricerca”.

Ma l'evento di ieri non era tutt'altro che elettorale. Lo scopo dell'incontro a Palazzo dei Minoriti era appunto quello di presentare pubblicamente i lavori del gruppo consiliare di Rivoluzione Civile alla Provincia. Il capogruppo Antonio Tomarchio ha infatti spiegato come in questi cinque anni il gruppo dei Comunisti/Idv prima e di Rc ora, “ha voluto rappresentare dentro la Provincia un'opposizione attenta alle tematiche del territorio, in favore delle scuole delle acque pubbliche e di denuncia rispetto a quanto sta accadendo al centro Cara di Mineo”. Per Giacomo Porrevecchio invece, l'occasione di ieri è stata pure quella di sottolineare come “il progetto di Rivluzione Civile sia nato dentro questo palazzo ben cinque anni fa e che – ha aggiunto- la proposta di candidatura di Valerio Marletta a Sindaco di Palagonia, che sta mandando avanti una grande battaglia in favore della legalità, sia stata fortemente voluta da me e dal consigliere Tomarchio”.

 


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