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Dopo le minacce alla ditta

S. Agata, ambulanti in guerra
“Non crediamo a questa storia”


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Alberto Sozzi, Cidec, fiera, Nino Giampiccolo, sant'agata
CATANIA – “Non avevamo alcun motivo per minacciare nessuno e non crediamo affatto a questa storia”. Non ci stanno ad essere additati come i possibili autori delle minacce a chi si è aggiudicata la gara, il signor Concetto Cappadonna, provocando la reazione dell’amministrazione comunale che ha stabilito di non allestire più la fiera di Sant’Agata. Per questo, stamattina, hanno deciso di tenere lo stesso la manifestazione che avevano programmato da tempo, per ribadire la loro volontà di essere ascoltati.

“La fiera – afferma a LiveSiciliaCatania Sebastiano Coco, rappresentante della Cidec – è uno dei momenti più attesi dell’anno dai commercianti ambulanti per cui, il fatto che non si svolga, rappresenta per tutta la categoria un danno enorme”. Non sapevano nulla delle minacce a Cappadonna e si sono sorpresi leggendo sulla stampa quanto diffuso da Palazzo degli Elefanti sul possibile coinvolgimento dei sindacati della categoria in una faccenda simile.

A indicare negli operatori che hanno richiesto la Villa Bellini come i possibili estorsori lo stesso Cappadonna che, ai microfoni di Rei Tv, ha raccontato il fatto. "Io e mio figlio che è il titolare della ditta che si è aggiudicata l’appalto – spiega Cappadonna –  abbiamo ritenuto, per l’incolumità nostra e delle persone che lavorano, di sospendere l’allestimento per intemperanze che scaturiscono dalla voce degli operatori che vogliono a tutti i costi che la fiera si svolga nel sito di  villa Bellini. Così – aggiunge – abbiamo inviato il fax al sindaco e al direttore dell’attività produttive con il quale abbiamo comunicato  i motivi della nostra rinuncia. Le ditte che hanno già montato – conclude Nunzio Cappadonna, che dichiara di non avere ancora ricevuto nessuna chiamata da parte del sindaco –  potrebbero adesso chiederci il pagamento dei  danni per le spese sostenute,  ma questo lo verificheremo in seguito”.

“L’unica cosa che avevamo minacciato – prosegue Coco – era di non montare gli stand e di boicottare la manifestazione perché non ci andava bene il luogo prescelto. Questa strana vicenda – aggiunge – sembra invece studiata per boicottare noi e la nostra pacifica protesta”. Il corteo di stamattina, infatti, era stato organizzato per protestare contro il luogo stabilito dall’amministrazione per allestire gli stand – l’area parcheggio di Corso Martiri della Libertà – e chiedere le motivazione per la mancata concessione della Villa Bellini e, in seguito, anche del “Passiatore”.

 

Chiedono di sapere se la ditta che avrebbe subito le minacce ha denunciato l’accaduto alla Procura della Repubblica e sono disposti a costituirsi parte civile, per ribadire che il fatto che non si svolga la fiera danneggia solo ed esclusivamente la loro stessa categoria. “Forse chi ha vinto l’appalto ha capito che non sarebbe rientrato dell’investimento fatto – incalza Nino Giampiccolo, esponente del Cidec – perché 80 operatori su 100 erano pronti a non affittare nessuno spazio. Non è che questa vicenda è inventata per evitare un flop. Non la voglio pensare così – aggiunge – ma sembra non esserci altra spiegazione”.

Attualmente il corteo degli operatori è fermo in piazza Università in attesa che una delegazione venga ricevuta dal sindaco per chiarire meglio l’estraneità dei sindacati alle minacce e vedere se poter ricucire lo strappo e allestire lo stesso la fiera. “Questa situazione danneggia tutta la categoria e il commercio in generale – conclude Alberto Sozzi, vicepresidente della Cidec – ed è necessario che si faccia chiarezza e si trovi una soluzione”.

 

 


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