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Operazione dei carabinieri

Racket delle estorsioni
La Causa manda in carcere sei santapaoliani


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Santo La Causa, collaboratore di giustizia





CATANIA. Un pizzo da 200 euro cash. Ogni mese. Costretti a dovere pagare per non avere “disturbo”. Sono state le rivelazioni dell’ormai ex boss Santo La Causa a dare una svolta all’attività d’indagine dei carabinieri del Comando provinciale etneo. I militari hanno fermato, su ordine della Procura della Repubblica di Catania in coordinamento con la Dia, sei persone con l’accusa di “reato d’estorsione aggravata dal metodo mafioso”. La Causa avrebbe indicato una tra le vittime del racket delle estorsioni: l’esercente di un bar di Librino obbligato a consegnare ogni trenta giorni ai suoi aguzzini la “modica” somma di 200 euro. I carabinieri per cogliere con le mani nel fatto gli estortoti hanno predisposto un servizio ad hoc.

 

Davide Finocchiaro



Tre giorni fa al bar il 27enne Davide Enrico Finocchiaro si presenta per riscuotere la quota mensile destinata al clan che gli investigatori riconducono al Santapaola-Ercolano. L’uomo entra nel locale e fa un cenno al proprietario e con fare circospetto si fa consegnare il denaro contante. All’uscita i carabinieri del Reparto Operativo lo braccano con i soldi addosso. Arrestato in flagranza di reato.

Il pizzo veniva pagato ininterrottamente dal 2004. Ma l’indagine della Procura non si è fermata qui. La capillare ricomposizione delle minacce e del pizzo versato negli ultimi otto anni, resa possibile sembrerebbe proprio dalle dichiarazioni di Santo La Causa, ha consentito di identificare coloro che nel tempo si sono alternati per la riscossione delle mazzette. La Direzione Distrettuale Antimafia ha così emesso il provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di altri sei soggetti tutti ritenuti appartenenti al clan Santapaola-Ercolano nonché responsabili del reato di estorsione, aggravata dal metodo mafioso. Si tratta di: Salvatore Aiasecca, Salvatore Davide Licciardello, Angelo Mirabile, Gerardo Salvatore Marro, Orazio Papale, Davide Seminara. Tutti gli arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di Bicocca.



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