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RISCHIO DISSESTO

Piano di rientro, Stancanelli:
"Paghiamo errori del passato"


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dissesto finanziario, piano di rientro, raffaele stancanelli, Politica
CATANIA – Ancora incertezze sulle sorti finanziarie di Palazzo degli Elefanti. Nonostante il Piano di rientro, che permetterebbe al Comune di scampare al dissesto, quasi automatico in caso contrario, sia all’esame del Consiglio comunale da lunedì, l’assise cittadina non solo non ha votato, ma non ha nemmeno iniziato ad avviare la discussione. Per tre volte consecutive è infatti venuto a mancare il numero legale: alla prima seduta si sono presentati in 20 – su 45 – e, il giorno dopo, in 18. Anche la seduta di ieri sera è stata sospesa per mancanza del numero sufficiente di consiglieri. Eppure, il tempo sta scadendo: il Piano va infatti approvato entro giorno 3 febbraio, tanto è vero che il presidente del consiglio comunale, Marco Consoli, ha convocato una seduta al giorno per cinque giorni. Insomma, sembra che si stia perdendo del tempo prezioso, anche perché, prima ancora di votare la delibera che salverebbe il Comune dal default, c’è da approvare la riduzione delle municipalità – propedeutica al Piano di rientro – e il nuovo regolamento per le circoscrizioni (che è probabile vengano votate stasera)

Sindaco, come se lo spiega il comportamento dei consiglieri che non si presentano alle sedute importanti per il futuro economico della città? Disinteresse o prudenza?

Credo che il Consiglio comunale si sia preso del tempo per riflettere e prendere la decisione migliore per tutti.

Cosa risponde a tutti quelli, e sono numerosi, che parlano di dissesto conclamato e di “bluff” da parte della sua amministrazione?

Obiettivamente è vero che noi abbiamo presentato un piano di risanamento, ma mi permetta di precisare alcune cose, perché se no passa un messaggio diverso alla città. Noi questo Piano lo stiamo facendo perché il decreto Monti ci da la possibilità di farlo, avendo imposto che tutti i residui attivi (i crediti che il Comune vanta) anteriori al 2006 debbano essere stralciati dal bilancio consolidato, pena sanzioni come, ad esempio, il dissesto. Questo è un Piano che abbiamo potuto predisporre solo perché, in questi quattro anni, abbiamo eliminato 474 milioni di crediti vantati e non riscuotibili. Insomma, se non avessimo già operato verso il risanamento, oggi ci troveremmo con 140 milioni, che sono i residui attuali, più 474 milioni. 614 milioni di crediti inesigibili di cui sono responsabili le precedenti amministrazioni. Chi parla tanto in questi giorni, non si rende conto che non fa altro che darsi la zappa sui piedi. E ribadisco: ci troviamo in questa situazione per l’irresponsabilità di alcuni amministratori che hanno messo in bilancio crediti inesigibili.

Quale è la situazione, invece, relativamente ai debiti fuori bilancio? L’amministrazione ha predisposto un emendamento al Piano di rientro proprio perché ne è spuntato un altro risalente al 2004.

Tutti i debiti fuori bilancio, dice il Decreto Monti, devono essere portati nel piano di risanamento e, tutti quelli che noi abbiamo inserito sono contratti prima del mio insediamento. Anche l’ultimo, che infatti risale al 2004. In questi 4 anni e mezzo abbiamo finanziato 201 milioni di debiti fuori bilancio: ne rimangono ancora 60 milioni che dobbiamo finanziare. Per potere rientrare di questi 200 milioni abbiamo presentato il Piano di rientro che prevede un ulteriore abbattimento dei costi, un’ulteriore contrazione di personale, la riduzione dei costi della politica e la diminuzione del numero delle municipalità e dei consiglieri di quartiere.

Sindaco, ci dica la verità. C’è o non c’è il rischio di dissesto?

Non c’è il rischio del dissesto perché si è amministrato male, ci sarebbe il rischio del default se non si coprissero i debiti che altre amministrazioni. Se non si fosse amministrato bene, non ci troveremmo con 200 milioni da recuperare, ma con un miliardo di euro, che poi corrisponde al miliardo e cento milioni che noi abbiamo trovato. Mi auguro che i consiglieri comunali, che sono persone avvedute, tra oggi e domani approvino la delibera di cui sono responsabili positivamente.

 


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