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I conti del Comune

Affondo di Bianco: "E' dissesto.
Buttati i soldi dal balcone"


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Catania, enzo bianco, giovanni burtone, pd, rosario d'agata, stancanelli, Politica
Un momento della conferenza stampa

Un momento della conferenza stampa



CATANIA. L’affondo di Enzo Bianco è di quelli determinati. Non ci vuole girare attorno e spiattella subito: “Il Comune di Catania è ormai al dissesto”. Verità colata o forzatura, il senatore democratico e candidato a sindaco del capoluogo etneo sciorina fatti e contenuti. Seduto attorno a lui, quasi a fare da bodyguard, c’è tutto il gruppo consiliare del Pd ma anche il deputato Giovanni Burtone. E la questione “Piano di rientro presentato dall’amministrazione” entra subito nel vivo. Non c’è nemmeno bisogno di rivolgere alcuna domanda: “Piano di rientro? – esordisce – E’ tutta una maschera. Siamo in pieno dissesto. Sono stato preso per pazzo quando sostenevo, carte alla mano, che i conti erano peggiorati. E ci troviamo in questa situazione nonostante l’invio da parte del Parlamento del finanziamento da 140 milioni di euro, provvedimento che sia io che Giovanni Burtone abbiamo votato”. Enzo Bianco è un fiume in piena. Non cita mai Raffaele Stancanelli. Fissa negli occhi i cronisti. Gesticola quasi a voler rafforzare ogni suo concetto. Di certo, al primo piano di Palazzo degli Elefanti non saranno contenti: “I catanesi devono sapere che pagano la tassa sulla casa al massimo; e questa non è colpa di Monti o di Berlusconi ma di dodici anni di cattiva amministrazione comunale. Noi terremo un atteggiamento responsabile in consiglio ma, insisto: il prezzo maggiore lo pagheranno i catanesi ed i ceti più in difficoltà. Un esempio? Subito: pensate alla refezione scolastica, alla retta per gli asili nido, ai servizi cimiteriali. E’ tutto al massimo. Pazzesco”. L’ultimo sassolino, il senatore se lo toglie quando gli chiedi: ma qual è la vostra proposta? “Spiegherò tutto ai catanesi punto per punto: e lo farò pubblicamente. Andiamo, anzitutto, ad eliminare tutti i fitti passivi che ci costano milioni di euro. Dal Palazzo delle Poste a tutti gli uffici giudiziari. Stiamo buttando i soldi dal balcone”. Ed, intanto, già stasera in aula sarà battaglia. Ferro e fuoco per una seduta di consiglio che ieri è saltata di punto in bianco.

“I continui interventi della Corte dei Conti hanno smascherato l’inganno spiegando che il Comune vanta crediti che non può riscuotere”, spiega il capogruppo Rosario D’Agata. Che aggiunge: “La tassa sulla prima casa è al sei per mille; quella sulla seconda al 10,7%. Avremo per dieci anni un Comune ingessato: siamo di fronte ad un fallimento politico ed amministrativo. I debiti di Bianco? E’ tutto falso: siamo pronti a sfidare pubblicamente chi millanta queste cose”.


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