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Acireale

Depuratore Consortile
A rischio 133 milioni di euro


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acireale, depuratore, Nino Garozzo, Catania, Economia
ACIREALE - Rischia di saltare l’accordo quadro di programma sul depuratore e con esso il finanziamento da 133 milioni di euro. In consiglio la maggioranza ha, infatti, bocciato la delibera presentata dall’amministrazione comunale che ha proposto la localizzazione del depuratore consortile in Via Volano a S.Maria delle Grazie. Approvato invece, un atto di indirizzo presentato dal consigliere Oliva per localizzare l’impianto nei pressi di Pozzillo dopo aver dato mandato agli uffici tecnici per elaborare uno studio di fattibilità sulla zona.

Il mancato accordo provocherà alla città gravi sanzioni con un danno erariale da un minimo di 22 mila euro ad un massimo di 700 mila euro per ogni giorno di mancata depurazione. Preoccupato il Sindaco di Acireale Nino Garozzo che non potrà sottoscrivere l’accordo previsto per il 30 Gennaio: “Acireale sarà l’unica città siciliana a non sottoscrivere con lo Stato e con la Regione l’accordo quadro di programma sul depuratore – afferma Garozzo - e, quindi, la posizione di Acireale verrà stralciata, il finanziamento di 130milioni di euro che riguarda non solo Acireale ma anche i comuni vicini, sarà irrimediabilmente perduto e poi si vedrà come recuperarlo. Quindi sarà prevedibile la reazione dei comuni vicini che già avevano sollecitato il Consiglio di Acireale. Acireale, assieme a tante altre città, rientra nell’elenco dei comuni per cui lo Stato è stato condannato dall’Unione Europea. ma se sino a luglio non vi era finanziamento integrale e quindi sussisteva una valida giustificazione dalla tempestiva proposta di delibera del 16.8.2012 non ci sono scusanti sui ritardi nella localizzazione del depuratore. Nessuno può garantire che con questo voto saranno mantenuti i finanziamenti ed evitate le sanzioni europei. Danni erariali ingentissimi incombono sulla Città e con questo voto nessuno potrà garantire il contrario, la stessa Regione non ha potuto assicurare nulla. Ovviamente ciascuno con il proprio legittimo voto, si è assunto la propria responsabilità ma tutti sapevano che la Regione ha fatto già sapere che in caso di bocciatura della delibera sarebbe stata al fianco del Comune di Acireale, ma nessuno avrebbe potuto garantire sulle responsabilità a cui si potrebbe andare incontro. Curioso che in questa città la depurazione obbligatoria perché tutela l’ambiente evitando l’inquinamento, venga vista in senso opposto”.

Pronta la risposta dell’opposizione che ha sempre proposto la localizzazione del depuratore a Pantano d’Arci: “ Ritengo l'Amministrazione responsabile di una perdita di tempo incommensurabile allorché già a maggio del 2008 – ribatte il consigliere Nando Ardita - la Giunta approvò e presentò al Consiglio la delibera n. 51 di localizzazione del depuratore in contrada Rocca di Volano, delibera inficiata da una sentenza del CGA del 2005 che annulla di fatto l'intero PARF. Mi sono reso conto di questo gravissimo errore già nel 2009, da quel momento in poi le responsabilità dell’Amministrazione sono aumentate a dismisura dato che si è perseverato nell'errore di non volere decidere e rimanere silenti. Oggi noi, responsabilmente, proponiamo un altro sito che non ha i problemi posti dalla Regione per Pantano d’Arci e si trova all'interno del comprensorio di Acireale. Quindi non vedo perché non si possa firmare l'APQ giorno 30”.

 

 

 

 


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