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IL CASO

"Effetto Forzese"
Udc perde altri pezzi


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CATANIA – E’ durato solo un giorno il silenzio di Marco Forzese. Sabato l’annuncio del passaggio al Megafono di Crocetta. “Un atto dovuto - aveva motivato il deputato regionale - verso i tanti elettori che mi hanno votato alle regionali”. Una decisione che Giampiero D’Alia, segretario regionale dell’Udc in Sicilia, accettata con un’alzata di spalle. “Nessuno è indispensabile…” secondo i vertici centristi catanesi. E allora Forzese torna a parlare e lo fa senza filtri, come in questi ultimi giorni ci ha abituato a fare: “Questa città ha bisogno di qualcuno che la conosce – scrive in una nota – una persona che con decisione, trasparenza e rispetto delle regole risolva i problemi”.

L'indice è puntato dritto ai candidati etnei dell’Udc per la Camera ed il Senato. “I risultati delle politiche non potranno cambiare la storia degli uomini – commenta - non è possibile continuare ad accreditare come punto di riferimento chi ha usato la cosa pubblica per sviluppare clientele a fini personali-elettorali”. Il riferimento è diretto agli ex autonomisti approdati nel partito di Casini. Leanza, D’Agostino e Pistorio, in primis che, però, sabato si sono limitati ad “augurare buon lavoro a Forzese” anche se non è mancato il colpo di coda: “Poteva pensarci prima...”.

Forzese si sente forte, la sua sicurezza proviene, soprattutto, dall’effetto a catena che ha scatenato. In queste ultime ore hanno seguito il suo esempio Marcello Bottino, consigliere comunale di Catania e Rosario Pulvirenti, segretario cittadino dell’Udc di Adrano. Bottino motiva con poche righe la sua scelta: “Sento l'esigenza oltre che il dovere di auto sospendermi dal partito . Per coerenza – dichiara - con la mia storia e nel rispetto dei tanti elettori Catanesi che mi hanno sempre seguito non posso più avallare le scelte di un partito, l'UDC che ha dato prova in tutta Italia con la formazione delle liste per le politiche di calpestare gli interessi dei cittadini e delle comunità e al contrario di coltivare e avallare – conclude - mala politica, clientelismi e trasformismi.” Pulvirenti, invece, scrive: “Saranno pur tempi di saldi, ma svendere fino a questo punto un partito e i relativi consensi messi faticosamente insieme sul territorio, non è accettabile.”

Nuovi uomini verso il Megafono, dunque, e secondo un “profetico” Forzese non saranno gli unici. “Sono lieto che ancora una volta gli ex amici dell'UDC mi seguono nelle scelte politiche e non mi stupirei se tra qualche mese si manifestasse una loro volontà ad aderire al Megafono anche se, credo che, prima di tentare un'ulteriore operazione di riciclaggio debbano abbandonare la strada delle prevaricazioni e della clientela”.

 


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