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Omicidio di Calatabiano

Musumeci resta in carcere
Lunedì la decisione del Gip


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Calatabiano, giarre, Salvatore Buda, Salvatore Musumeci, Cronaca
CALATABIANO - Si è conclusa poco dopo mezzogiorno l’udienza di convalida del fermo di Salvatore Musumeci, il 39enne giarrese in carcere, da ieri mattina, per l’omicidio di Salvatore Buda. Solo lunedì mattina si saprà se il Gip, Daniela Monaco Crea, confermerà la custodia cautelare in carcere. Alcuni elementi lascerebbero presupporre che sia così. Il racconto dell’uomo, reo confesso, presenterebbe diverse falle. Non coinciderebbero alcuni tempi e, soprattutto, non convincerebbe la versione secondo la quale il fucile, da cui è partito il proiettile che ha raggiunto la vittima al volto, fosse di proprietà della vittima.

Il mancato ritrovamento dell’arma porrebbe numerosi interrogativi. Questa mattina i carabinieri della Compagnia di Giarre, insieme al Nucleo Cinofili di Nicolosi, hanno perlustrato il tragitto percorso da Musumeci, setacciando in particolar modo i luoghi in cui l’uomo dice di aver gettato il fucile, dal finestrino dell’auto in corsa. Ma dell’arma non è stata trovata traccia. Intanto emergono nuovi particolari sulla confessione rilasciata, mercoledì notte, ai carabinieri.

L’uomo, allevatore e commerciante di carne, si sarebbe recato mercoledì a Calatabiano, nelle campagne di Contrada Felicetto, luogo utilizzato da molti pastori per far pascolare i capi di bestiame allo stato brado. L’obiettivo era quello di ritrovare cinque vitelli di sua proprietà, che gli erano stati sottratti. Poco prima di mezzogiorno avrebbe incontrato per caso la vittima, alla quale avrebbe chiesto notizie dei suoi animali. Ma quella domanda, mal interpretata, avrebbe scatenato, secondo la versione di Musumeci, una reazione inaspettata. Da lì avrebbe preso il via la violenta discussione e, subito dopo, lo scontro fisico. Sarebbe stato Buda, però, ha detto Musumeci, ad imbracciare il fucile ed a puntarlo contro di lui. Nel corpo a corpo, sarebbe poi partito accidentalmente un proiettile, quello fatale.

A quel punto Musumeci ha preso l’auto ed è rientrato a casa, nella frazione giarrese di Macchia, disfacendosi dell’arma lungo la strada. Dopo lunghe riflessioni, ha contattato il proprio legale, Alfio Finocchiaro, che lo ha convinto a presentarsi, alle 22, alla Caserma dei carabinieri di Giarre. Ma qualcosa in quel racconto non ha convinto, sin da subito, gli investigatori, che sperano di ritrovare il fucile per acquisire importanti tracce e provare a ricostruire, anche attraverso le impronte, l’esatta dinamica dei fatti.

Salvatore Musumeci ha un solo precedente penale alle spalle, per furto d’acqua. In passato, nell’ambito di un’inchiesta sulla criminalità organizzata, era stata chiesta nei suoi confronti una misura di prevenzione, che era stata rigettata.

 

 


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