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GIOVANI DEL PD

E' scontro su Bianco e Berretta
Seminara: “Primarie aperte”


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Giulio Seminara



CATANIA - Giulio Seminara, coordinatore provinciale dell’ area Renzi, ha da poco compiuto ventuno anni. Nonostante la giovane età sembra avere le idee abbastanza chiare su come il Partito Democratico dovrebbe gestire le polemiche nate negli ultimi giorni rispetto alle due candidature di spicco per le amministrative: quella di Enzo Bianco e Giuseppe Berretta. I rispettivi attacchi dei sostenitori dei due big democratici sono destinati a creare spaccature insanabili nel partito e rischiano di indebolire il centrosinistra? Oppure saranno fonte di dibattito costruttivo per risollevare le sorti del Pd? Seminara invoca l’unità e agita lo spettro delle politiche ma allo stesso tempo non risparmia critiche, neanche tanto velate, a quella che definisce (da buon renziano) la “nomenclatura” del partito catanese.

Sei soddisfatto dell’esito delle parlamentarie catanesi?

“Sì. lo sono in un contesto di difficoltà. Mi spiego meglio. In pochi giorni, senza un euro né una sede, da soli abbiamo ottenuto uno straordinario risultato con mille e quattrocento preferenze sulla nostra la nostra candidata Amanda Catania, una giovane imprenditrice di 27 anni. Ci siamo posti forti e competitivi in un contesto a noi avverso anche perché i big hanno fatto degli accordi con un ticket uomo-donna per ogni cordata. Di conseguenza bisognerebbe dividere la metà dei voti dei big per individuarli. Se guardiamo i dati Amanda Catania è arrivata da sola ad ottenere quasi lo stesso consenso delle donne alleate dei big , quindi il nostro risultato è positivo. L’area Renzi ha dato conferma di essere una parte importante del partito destinata a crescere in modo esponenziale”.

-Sei soddisfatto delle liste presentate alla Camera a al Senato?

“Sì perché ci siamo posti contro il partito chiedendo che i “nominati”, i cosi detti “catapultati”, non fossero undici come chiedeva Roma ma soltanto sei. E così è stato. Un passo avanti verso una autentica valorizzazione del territorio. Penso che i nomi proposti siano di alto profilo. Penso soprattutto a Mineo e Nardelli ai quali va il mio in bocca al lupo”

- E un “in bocca al lupo” a Fausto Raciti non lo fai?

“Certo, in bocca al lupo al mio segretario nazionale”

- Come giudichi le polemiche degli ultimi giorni in merito alle amministrative? Come rispondi alla domanda di rito: meglio Bianco o Berretta?

“E’ stato un fine settimana molto agitato. Oserei dire a due facce. La giornata di sabato è stata molto positiva perché da un lato il Pd “più ortodosso” (“allineato o d’apparato”) tramite Concetta Raia ha invocato primarie aperte. Bene la Raia. Altrettanto bene Bianco che ha messo a disposizione della città il suo prestigio e il suo curriculum di tutto rispetto. La giornata di domenica, invece, è stata molto negativa per via di uno scontro durissimo a colpi di comunicati stampa. L’un contro l’altro armati i rispettivi fan hanno dato un brutto spettacolo. Io invece voglio fare un appello all’unità. Il primo step, non dimentichiamolo, sono le politiche e la Sicilia è una delle regioni chiave per il successo del centrosinistra. Bisogna essere compatti e uniti. Successivamente per le amministrative auspico una fase costituente di centrosinistra, non solo del Pd. Auspico un’inclusione dei nuovi civismi, dei movimenti. Spero che le primarie siano aperte il più possibile. Più simili a quelle che hanno portato alla vittoria di Ambrosoli in Lombardia che non alle anguste (e troppo cervellotiche) parlamentarie dello scorso dicembre”.

- Non ti schieri, dunque..

“ A me il toto-nomi non piace. Vorrei conoscere i programmi. In questo periodo vanno molto di moda le agende, bene, io vorrei conoscere quelle di Bianco e Berretta. Fermo restando che auspico delle primarie  aperte e competitive”.

-  insomma, avalli l’ipotesi di Bianco…

“Il mio auspicio è che il Pd non si chiuda e faccia primarie aperte a tutta la cittadinanza. Faccio mio l’appello di Concetta Raia. Ma anche quello di Bianco che si rivolge non solo ai tesserati del Pd (che sono pochi e qualcuno si dovrebbe chiedere perché). Il Pd deve aprirsi magari facendo un passo indietro”.

-un passo indietro rispetto alla candidatura a sindaco?

“Il Pd si deve mettere a disposizione di quello che vogliono i catanesi. Auspico che il Pd organizzi le primarie ma che non siano esclusive per i membri del Pd (organizzate da e per). Le primarie si devono fare per Catania e devono essere apertissime. Spero ci siano tanti programmi e tanti candidati. Secondo me ne vedremo delle belle. Rinnovo inoltre il mio appello all’unità da qui al 24 febbraio”.

- Queste spaccature non fanno il gioco di un centrodestra che sembra ricompattarsi?

“Lombardo è tornato da Berlusconi. C’è il rischio che il centrodestra vinca in Sicilia e che il centrosinistra non ottenga abbastanza senatori per governare agevolmente a Palazzo Madama. La partita al Senato è fondamentale”.

-  Una paura condivisibile. E il centrodestra catanese fa la stessa paura? Mi sembri meno intimorito considerando che  auspichi uno schieramento ampio e una formule di primarie che non guardano all’appartenenza politica.

“Semplicemente per me il Pd è nato per includere. Io sono stanco delle nomenclature  autoreferenziali di un partito che parla solo in tre stanze nella stessa via e che poi non abbia né peso né idee sulla città. Assodato questo, credo che Stancanelli sia molto più forte di quello che si crede. Lo stiamo sottovalutando. Per questo c’è bisogno di un partito unito, pieno di personalità di spicco che facciano fronte comune contro il centrodestra e le gestioni disastrose della città viste finora”.

-Riuscirete a fare sintesi? O il Pd catanese imploderà?

“Io auspico una sintesi, mi impegnerò in tal senso. Ripeto: i nemici non sono né Bianco né Berretta. L’avversario politico è Stancanelli e i nemici dei catanesi sono gli esponenti di questo centrodestra che da vent’anni a questa parte si ripropongono e spadroneggiano in città. Sono quelli che ci hanno lasciati prima al buio, poi senza soldi con una città eternamente in decadenza e ripiegata su se stessa. Ci sono talmente tanti problemi a Catania che  il  Pd dovrebbe guardare più alla città e meno alle beghe interne”.

- A proposito della città, già che ci siamo, visto che Bianco e Berretta non solo gli unici ad avere annunciato la loro discesa in campo, come valuti la candidatura di Maurizio Caserta?

“Lo considero un intellettuale, un lavoratore, una personalità di spicco in città. In più so che lui è stato tesserato in passato al Pd,  sarebbe un ulteriore motivo di prestigio per il centrosinistra se Caserta accettasse di fare le primarie”.


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