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SOS ITALIA

Ferdinando Adornato:
“Ripartire da Mario Monti”


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Fernando Adornato presenta sos italia

Fernando Adornato



CATANIA - “La politica italiana è davanti al suo Ground Zero. Le torri dei partiti sono crollate. Nel cuore della nazione cova una sorda rabbia”. Parole dure, estrapolate dalla quarta di copertina di Sos Italia (Edizioni Rubbettino), l'ultima fatica di Ferdinando Adornato, presentata tra le tele del Museo Diocesano catanese. Se ci fermassimo a queste poche righe avremmo la sensazione di tenere tra le mani l'ennesimo manuale del pensiero “antipolitco”. Ma non è così. L'opera del fondatore del think tank Liberal e attuale parlamentare Udc, ha un passo diverso. Decisamente diverso. Adornato si fa promotore “della continuità del montismo”. Lo fa con coraggio, visto che anche nella base del partito di Casini, quando si pronuncia il nome di Mario Monti, sono in tanti ad avere il mal di pancia. E ne è consapevole. Ma Adornato è lo stesso convinto che la fase storica attuale sia decisiva per l'Italia: “Siamo in armistizio, il governo Monti è come quello Badoglio, è un gabinetto di unità che deve durare più a lungo possibile”.

Parole inequivocabili pronunciate per scuotere una “memoria storica” quasi del tutto assopita e prossima al dimenticatoio. E non è un caso forse che il pubblico di ieri fosse abbastanza in là con gli anni. Erano infatti pochissimi i trentenni, e quasi del tutto assenti i ventenni. Fattore che non ha scoraggiato Adornato, consapevole che il lascito degli ultimi vent'anni di stagione politica è quello di aver “avvelenato i rapporti tra la società civile e la classe dirigente del paese”. Il giudizio sulla Seconda Repubblica è dunque impietoso: “il bipolarismo ha fallito, perché la Politica – lo ha ripetuto più volte ieri- non è stata in grado di scegliere tra la responsabilità e la demagogia”.

L'analisi di Adornato vola alto, preferisce proporre una visione d'insieme, piuttosto che scendere su questioni locali. Nonostante ieri al suo fianco c'erano due esponenti di peso dell'Udc regionale, Marco Forzese e l'ex sindaco di Aci Catena Raffaele Nicotra, detto “Pippo”. C'è l'ha infatti messa tutta Gerardo Marrone, giornalista e moderatore dell'evento, a strappare ad Adornato un giudizio sulla situazione politica siciliana. Tante le domande. Una su tutte, quella di capire quanto la prassi del “clientelismo” ha guastato o no la “buona politica”; ma anche quella se l'attuale maggioranza che sostiene Rosario Crocetta all'Ars sia di “centrosinistra” o di “centro-trattino-sinistra”. Adornato le ha schivate tutte, preferendo invece parlare del “buon esempio” che la politica deve trasmettere al paese.

Come crede pure -lo ha riferito a LiveSiciliaCatania- che “la speranza sia l'ultima a morire”. Risposta sorridente alla domanda se la storia dell'Udc isolano, lo stesso partito che ha sfornato Totò Cuffaro, sia coerente con l'attuale lezione dei “buoni” propositi. Ma forse ha proprio ragione Adornato, è la virtù teologale della speranza che deve guidare l'Italia. La classe politica deve proiettarsi al futuro “sulla scorta di parole antiche e desuete”. A questo serve il “vocabolario della terza repubblica”posto in appendice di Sos Italia. Ma anche a rispondere alla domanda di Pippo Nicotra sul “cosa dobbiamo fare noi politici per essere all'altezza degli statisti del passato?”. “Onore, lealtà e coraggio”: la lezione di Ferdinando Adornato non ammette dunque obiezioni.

 


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