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SAN GREGORIO DI CATANIA

Colpo di scena per il giallo Cimò
Arrestato il marito

Lunedì 26 Novembre 2012 - 11:38
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Colpo di scena nelle indagini sulla scomparsa di Mariella Cimò: l'anziana di San Gregorio della quale non si hanno più notizie dall'agosto dello scorso anno: i carabinieri hanno arrestato il marito, Salvatore Di Grazia, con l'accusa di omicidio e soppressione di cadavere. La nipote: "Questo un primo passo, ma speriamo di ritrovare la zia".

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Mariella Cimò

La donna scomparsa, Mariella Cimò



SAN GREGORIO DI CATANIA – Si sono aperte le porte del carcere per Salvatore Di Grazia, marito di Mariella Cimò, la 72enne scomparsa dalla sua villa il 25 agosto 2011, accusato di omicidio e soppressione di cadavere. Un colpo di scena nel giallo di San Gregorio che nessuno si attendeva, soprattutto perché, dopo oltre 14 mesi di indagini, ancora oggi non c’è nessuna prova schiacciante contro l’anziano.

“Inquinamento dell’apparato probatorio e pericolo di reiterazione del reato”. Queste le due motivazioni che il sostituto procuratore Angelo Busacca, titolare del fascicolo, contattato da LiveSiciliaCatania, dichiara sulla scorta della richiesta della Procura di Catania in merito all’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il 76enne Salvatore Di Grazia. Ad eseguire l’ordinanza emessa dal Gip Alessandro Ricciardolo sono stati, questa mattina, i Carabinieri di Gravina di Catania. Indagata per favoreggiamento anche la domestica della coppia, che è stata già sentita dai pm.

Un caso che fin dalle sue fasi iniziali si è contornato di mistero. Il primo elemento ad indirizzare i sospetti sul marito fu la data della denuncia di allontanamento, rilasciata ai carabinieri solo 11 dopo la scomparsa della donna. Nelle dichiarazioni che Salvatore Di Grazia rilascia agli inquirenti ci sono diverse incongruenze. Nel suo racconto l’uomo parla di un litigio, avvenuto la mattina in cui si sono perse le tracce di Mariella. Alla base della lite ci sarebbe la richiesta della donna di chiudere l’autolavaggio di Aci Sant’Antonio, una pretesa che si scoprirà, poi, nasceva dal sospetto di un presunto tradimento del marito. Per gli investigatori, però, Mariella Cimò non ha mai lasciato la villa il 25 Agosto 2011, ci sono tracce della sua presenza ma non vi sono indizi che permettono di stabilire il suo allontanamento.



Nonostante il ritardo della denuncia gli investigatori per ritrovare la donna hanno utilizzato qualsiasi mezzo e strumento, anche il più sofisticato, per le ricerche. Però non è mai stato trovato nulla. Gli specialisti del Ris hanno perlustrato palmo a palmo il giardino della villa, ma in quel pezzo di terreno non sono emersi indizi rilevanti. Per non lasciare nulla al caso, lo scorso 7 agosto i carabinieri di Messina, su disposizione della procura, sono tornati per un sopralluogo, questa volta con l’ausilio del georadar. La relazione del Ris non è ancora nelle mani di Angelo Busacca, ma il sostituto procuratore a LiveSiciliaCatania confida: “Informalmente già sappiamo che l’ispezione non ha dato alcun risultato”.

Di Grazia affermò agli inquirenti che la moglie dopo l’alterco si era allontanata dall'abitazione di San Gregorio ma le telecamere di sorveglianza di una villa vicina a quella dei Di Grazia non hanno mai ripreso Mariella Cimo’ uscire di casa. Il video mostra, invece, il marito entrare ed uscire dall’abitazione, ma ad orari diversi da quelli dichiarati in un primo momento. A non convincere i magistrati e gli investigatori anche le omissioni del marito. Grazie ad una serie di controlli incrociati, è stato scoperto che Di Grazia aveva acquistato in un paese vicino un grosso mastello di plastica. Un oggetto che l’anziano proprio quella mattina ha portato in casa e del quale, però, non vi è più traccia. Vi è poi l’improvvisa disponibilità economica di Salvatore Di Grazia nei giorni successivi alla scomparsa, eppure l’uomo agli inquirenti aveva raccontato che la moglie si era portata via tutto il contante custodito in cassaforte, buste di denaro che sono state ritrovateinvece  nell’autolavaggio di Aci Sant’Antonio. L’anziano ha, si legge in una nota firmata dal procuratore Giovanni Salvi, tenuto comportamenti che hanno cercato di sviare in ogni modo le indagini e le ricerche:  troppe cautele contro le intercettazioni ambientali, suggerimenti alle risposte dei possibili testimoni e schede telefoniche acquistate tramite terze persone. Accuse che anche il nipote della donna scomparsa, Massimo Cicero, lanciò a Salvatore Di Grazia ai microfoni di Chi l’ha Visto: “Lo zio non ha mai in realtà cercato la moglie, anzi, ha ostacolato le ricerche”. Antonella, moglie di Massimo, contattata da LiveSiciliaCatania commenta la notizia dell'arresto : “Quello di oggi è solo il primo passo, ma il nostro obiettivo rimane quello di ritrovare la zia”. I parenti non hanno smesso di sperare che Mariella Cimò sia ancora viva.

 
Ultima modifica: 26 Novembre 2012 ore 21:13
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