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Intervista a Domenico Bonaccorsi

"Basta poltronifici,
serve professionalità"


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Nel grande studio a due passi da Acitrezza, Domenico Bonaccorsi di Reburdone, marchese di Casalotto, trascorre le giornate controllando le 60mila utenze dell'acquedotto di famiglia all'ombra del quadro che raffigura un antenato ex sindaco e senatore che porta il suo nome.

Dopo il lodo con il Comune di Catania, che ha rinunciato a un credito milionario nei confronti dell'acquedotto privato del presidente di Confindustria, la sede è più splendente e tecnologica che mai. E Bonaccorsi, a poche ore dall'elezione degli organi della Sac, da leader degli industriali sa bene che la partita, dopo il fallito commissariamento della Camera di Commercio, si gioca a carte scoperte.

Primo punto: “Fuori la politica”. “L'aeroporto - esordisce il presidente di Confindustria - è una realtà importantissima, basti pensare ai volumi, agli investimenti che ci sono in programma. Noi non abbiamo rivendicato poltrone ma professionalità, puntando a nomine di tecnici di grande competenza”.

Un discorso, quello di Bonaccorsi, che guarda al futuro partendo dagli appalti in programma che dovranno essere finanziati dalla Banca europea degli investimenti. “Possiamo stare tranquilli - chiosa il presidente di Confindustria - che la Bei non sgancerà un euro se non avrà davanti a sé una governance dell'aeroporto di tutto rispetto”.

Per evitare problemi la politica deve restare fuori dall'aeroporto. “Siamo contrari ai poltronifici - aggiunge Bonaccorsi - siamo contrari all'invasione della politica che tanti danni ha fatto finora”. E qui arriva il primo affondo su Pietro Agen, “che ha voluto, come spesso si fa in Italia, buttarla in politica. Nessuna veste politica può essere attribuita al nostro ricorso, peraltro vincente, sull'assegnazione dei seggi alla Camera di commercio di Catania, visto che noi abbiamo iniziato a fare rilievi a partire dal luglio 2011, per questo il ricorso amministrativo non può essere accostato al rinnovo degli organismi della Sac”.

Bonaccorsi teme che l'azione di Agen possa nascondere la volontà di “escludere qualche testimone scomodo dalle stanze dei bottoni”. Su queste basi, sarebbe nato “il pasticcio” che ha portato allo scontro sulle nomine in camera di commercio.

Confindustria, ha scelto di ricorrere al Tar per far valere “esclusivamente questioni tecniche, non abbiamo avanzato accuse”. Bonaccorsi tiene a sottolineare che “la Camera di commercio ha negato l'accesso agli atti a Confindustria e per questo, esaminando gli elenchi depositati alla Regione sono venute fuori gravi anomalie che hanno coinvolto anche la Compagnia delle Opere che, in assoluta buona fede, è stata tirata in ballo”.

Confindustria ha denunciato l'esistenza di un vero e proprio “cartello” creato allo scopo di determinare l'attribuzione dei seggi in Camera di commercio. La Cdo “è stata tirata in ballo in questo pasticcio ed utilizzata come strumento per gonfiare i numeri e conquistare il seggio del settore Industria”, dice Bonaccorsi.

Agen ha chiesto a Confidustria di pubblicare il certificato dei carichi pendenti dei dirigenti. “Accettiamo la sfida - risponde Bonaccorsi - non abbiamo alcun problema a pubblicare tutti i certificati penali dei nostri dirigenti, anche se è una questione che non abbiamo tirato fuori noi, visto che non spetta a Confindustria fare l'analisi agli iscritti di Confcommercio”.

Secondo Pietro Agen esisterebbe un “asse” tra Confindustria e Raffaele Lombardo che partirebbe da Caltanissetta e arriverebbe sino a Palermo dove Marco Venturi, in ottimi rapporti con Antonello Montante, nella qualità di assessore di Raffaele Lombardo, ha inviato gli ispettori alla Camera di commercio di Agen, dopo la denuncia di Confindustria Catania. Questo groviglio, secondo Bonaccorsi, non esisterebbe. “Venturi - spiega Bonaccorsi - è stato costretto a recepire i nostri esposti, era suo dovere, pena l'omissione di atti d'ufficio. Se fosse stato un alleato di ferro, come dice Agen, non avrebbe inviato gli ispettori 6 mesi dopo i nostri ricorsi”.

Ma Domenico Bonaccorsi tiene anche a moderare i toni che stanno animando lo scontro tra Confindustria e Confcommercio. Il primo punto caldo è il commissariamento, attualmente sospeso, della Camera di Commercio. Un commissariamento “che noi non volevamo - spiega Bonaccorsi - visto che ci eravamo prefissati di arrivare a una ricomposizione del consiglio camerale in assoluta armonia. Avevamo aderito alla proposta di Galimberti (presidente Confcommercio Catania, ndr) di partecipare all'apparentamento, non si capisce perché a due giorni dalla scadenza del termine i fatti sono precipitati”. Bonaccorsi si chiede: “Volevano forse tenerci buoni sino all'ultimo per poi segarci?”.

Il presidente di Confindustria conclude lanciando un appello ad Agen e a tutti i protagonisti della battaglia per l'aeroporto: “Finiamola con la polemica non utile al territorio, basta con i giochetti, noi non abbiamo mai rivendicato poltrone di alcun genere, mai abbiamo messo in discussione la presidenza di Agen, puntiamo su figure di altissimo livello per assicurare lo sviluppo dell'aeroporto di Catania come volano della Sicilia orientale”. A poche ore dall'elezione del cda della Sac, tutto può cambiare, affinché tutto resti com'era.


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