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PROCESSO CUFFARO

La difesa chiede il "ne bis in idem"


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appello, difesa, ne bis in idem, processo cuffaro, Cronaca
"Questo processo è nato con un vizio genetico che non può concludersi altrimenti che con un divieto di doppio giudicato". Torna a chiedere una pronuncia di ne bis in idem, la stessa espressa in primo grado, l'avvocato Oreste Dominioni, legale dell'ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro sotto processo in appello per concorso in associazione mafiosa.

L'ex presidente, in carcere per una condanna definitiva a 7 anni per favoreggiamento aggravato alla mafia, è stato indagato e processato dai pm per un nuova ipotesi di reato. Ma il gup ha ritenuto che le accuse contestate all'ex politico siano identiche a quelle che hanno portato alla condanna per il favoreggiamento: da qui la sentenza di ne bis in idem. La Procura ha appellato il verdetto e in secondo grado la procura generale ha ribadito l'esigenza del nuovo processo e provato a introdurre nuovi elementi per rafforzare l'accusa di concorso in associazione mafiosa.

Ma per il legale, di nuovo, a carico dell'ex governatore, non sarebbe emerso nulla. Il processo - alla scorsa udienza il pg aveva chiesto la condanna di Cuffaro a 13 anni di carcere - è stato rinviato a mercoledì prossimo per eventuali repliche delle parti e, probabilmente, per la sentenza.


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