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Mafia ed estorsioni

Condannato e scarcerato
Trinca lascia il carcere


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Nonostante i nove anni che gli sono stati inflitti in appello, lascia il carcere Giuseppe Trinca, impresario palermitano di pompe funebri.

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Condannato a nove anni ma scarcerato. Lascia il carcere Giuseppe Trinca, impresario palermitano di pompe funebri accusato di mafia ed estorsioni nella zona di corso Calatafimi.

La sesta sezione della Corte d'appello ha applicato nei suoi confronti, come chiesto dagli avvocati Giovanni Castronovo e Alfredo Gaito, una normativa più favorevole rispetto a quella oggi vigente. Dalle indagini era emerso che l'imputato era stato estromesso da Cosa nostra nel 2003 e cioè prima che nel 2005 la legge Cirielli inasprisse le pene. Trinca ha trascorso in custodia cautelare più anni di quanti ne dovesse fare. I giudici lo hanno condannato a nove anni, due in meno del primo grado.

Per il resto il collegio ha confermnato le pene inflitte ad altri quattro imputati: Angelo Monti (13 anni e quattro mesi), considerato il reggente della famiglia di Borgo Vecchio, Pietro Guccione (12 anni e cinque mesi), salvatore Bonomolo (10 anni e quattro mesi), Francesco Annatelli (14 anni e quattro mesi), ritenuto il boss del Villaggio Santa Risalia. Il processo arrivava dall'annullamento con rinvio deciso dalla Cassazione per valutare se applicare o meno alcune attenuanti agli imputati.


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