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Il vertice

Ora tocca al Pd


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antonello cracolici, giuseppe lupo, pd, raffaele lombardo, Politica
"La nomina di esponenti politici in giunta ha chiuso l'esperienza del governo tecnico. Prendiamo atto che Lombardo ha mutato la natura del governo regionale, conseguentemente cambia il rapporto fra il Pd e il governo. Mercoledì (oggi, ndr) convocherò il gruppo parlamentare del Pd all'Ars per valutare, insieme con il partito, la nuova situazione". Sono parole di Antonello Cracolici, che del Pd all'Ars è capogruppo. Si può discutere sulla natura della giunta che fin qui ha retto la Sicilia. Sulla sua esclusiva fisionomia tecnica ci sarebbe parecchio da obiettare. Ma saremmo subito inchiodati in un dibattito sul sesso degli angeli, con pareri urticanti e contrapposti. L'epicentro è altrove: se l'uomo di peso del Pd certifica ciò che è sotto gli occhi di tutti, se dice che l'ennesimo rimpasto ha modificato radicalmente i presupposti del sostegno dei democratici al presidente – questo ci pare di capire dalle dichiarazioni e non vediamo come si possa capire altrimenti – attendiamo una decisione conforme, che tenga conto dello strappo. E lo sancisca.

In altre occasioni, abbiamo richiamato il Partito democratico alla sua identità, alla questione morale iscritta nel suo Dna, agli insegnamenti dei suoi padri nobili. Adesso non occorre più nemmeno ricordare Pio La Torre o Enrico Berlinguer. Nè immaginare cosa penserebbero della situazione attuale. Antonello Cracolici – uno dei principali artefici del connubio con Raffaele Lombardo – annuncia la crisi senza ritorno, la lontananza che prelude alla separazione, mentre il regno di Lombardo si sfarina, tra fughe precipitose e l'assedio di deputati dimissionari. Il Pd ha il dovere di battere un colpo. Il resto verrà da sé.

 


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