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Intervista a Francesco Cascio

"Meglio votare a ottobre
Lombardo sarà di parola"


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Il presidente dell'Ars: "Le dimissioni di 46 deputati non basterebbero, manca la legge. La mozione di sfiducia? Nessuno mi ha chiesto di calendarizzarla".

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Presidente Francesco Cascio, si può dire che da oggi il governo non ha ufficialmente una maggioranza parlamentare?
“Mi pare di sì. Il Pd, se ho ben capito, ha detto che ritira l'appoggio ma è disposto a votare dei singoli provvedimenti per la Sicilia. Mi pare in buona sostanza il modo migliore per non prendere posizione. Diciamo che si tengono le mani libere. Io non voglio entrare nel dibattito interno agli altri partiti, anche considerato che ce n'è in corso uno anche nel mio, ma mi pare di capire che il Pd è rassicurato dall'annuncio delle dimissioni per il 28 luglio”.

E lei si sente rassicurato?
“Io onestamente sì. Non mi sento di immaginare che dopo una comunicazione del genere, urbi et orbi, il presidente possa tornare indietro. No, non sarebbe possibile”.

Ma piuttosto che aspettare fine luglio, non la si potrebbe chiudere prima questa legislatura?
“Fino a ieri no, perché avevamo dei provvedimenti importanti da approvare. Ora potremmo essere pronti. Ma se chiudessimo oggi andremmo a votare a luglio, una cosa difficilmente conciliabile con la situazione climatica della Sicilia. E poi ci sono dei provvedimenti che abbiamo in itinere sui quali sarebbe bene concentrarsi, penso per esempio ai debiti degli ex Ato verso le imprese. Io credo che due mesi in più o in meno non cambino la vita di nessuno”.

Due mesi in più con un governo che non ha nemmeno la maggioranza?
“Io ritengo che il governo abbia tutto l'interesse a risolvere tutti i problemi possibili. E comunque, c'è sempre una uscita di sicurezza”.

Cioè?
“Se il 28 luglio Lombardo non si dimetterà, ma io sono convinto che lo farà, il 31 luglio che è martedì si mette in calendario la mozione di sfiducia al governo. Non ritengo che ci si arriverà, lo ripeto”.

Quindi lei non sarebbe favorevole a una mozione di sfiducia prima di quella data?
“Per calendarizzarla qualcuno me lo dovrebbe chiedere. Nessuno lo ha fatto. Ho letto anche dell'idea delle dimissioni di massa. Ma guardi, non servirebbero a sciogliere l'Ars”.

Lo Statuto lo prevede...
“Sì, ma prevede anche che una legge disciplini nel dettaglio come funziona questa norma. E questa legge non c'è”.

Presidente, ma le dimissioni di 46 deputati non avrebbero un effetto politico? Considerata anche la norma dello Statuto a quel punto si potrebbe far finta di niente?
“Politicamente avrebbero un significato, certo. Giuridicamente no. E quindi io non mi fido. Mancando la legge che disciplina le modalità dello scioglimento, da un punto di vista tecnico io se si dimettessero 46 deputati dovrei fare subentrare i 46 primi dei non eletti. Non è una mia prerogativa sciogliere l'Ars: l'unica via certa e collaudata è quella delle dimissioni del presidente della Regione”.

Uscendo fuori tema: oggi un gruppo di parlamentari del Pdl ha annunciato l'intento di presentare una lista civica con i colleghi del Pid alle prossime regionali. Ma non è che il Pdl in Sicilia è finito?
“Guardi, del Pdl erano in quattro, più quattro del Pid. In linea di principio l'idea di un contenitore da affiancare al Pdl insieme ai moderati mi pare saggia, non mi dispiace”.

Lei la prenderebbe in considerazione o resta dove sta?
“Io in questo momento sono iscritto al gruppo del Pdl. E sono presidente dell'Assemblea. Quando arriverà il momento mi porrò il problema di cosa farò da grande. Per il momento voglio solo fare il presidente dell'Ars nel miglior modo possibile”.


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