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Palermo, truffa all'Inps

False pensioni, tre rinviati a giudizio


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Vanno a processo Simone Saputo (nella foto), ex dirigente dell'Inps oggi in pensione, ritenuto la mente della banda, Antonino Virga, responsabile del patronato locale Informafamiglia, e Giovanni Praia, pensionato di 66 anni.

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Bastava un clic e la finta vedova incassava la pensione del marito mai deceduto: è solo uno dei casi smascherati dai carabinieri nell'inchiesta sul raggiro all'Inps che a marzo scorso ha portato a sei arresti. Tre persone sono state rinviate a giudizio dal gup di Palermo Sergio Ziino. Si tratta di Simone Saputo, 62 anni, ex dirigente dell'Inps oggi in pensione, Antonino Virga, 37 anni, responsabile del patronato locale Informafamiglia, Giovanni Praia, pensionato di 66 anni. Il processo per loro comincerà il 5 ottobre davanti alla terza sezione penale. La posizione di Venera Ligotino, Giovanni Antonio Noto e Gioacchino Appresti sarà trattata il 20 giugno.

La mente della banda era, secondo i pm, Simone Saputo (nella foto). Sarebbe stato lui a taroccare il cervellone elettronico dell'Istituto nazionale di previdenza sociale. In totale sarebbero un milione e 800 mila euro i soldi delle pensioni intascate indebitamente. L'indagine nasce dalla denuncia di una donna cui è arrivato un assegno mensile senza che ne avesse mai fatto richiesta; la banda aveva sbagliato i dati della persona che doveva essere favorita. In un altro caso, emerso nell'indagine coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dal sostituto Alessandro Picchi, i genitori di un bambino di dieci anni aveva dichiarato di non avere reddito in modo che il minorenne potesse incassare la pensione del nonno come previsto da una sentenza della Corte costituzionale. I componenti della banda avrebbero intascato una percentuale sulle pratiche che andavano a buon fine.


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