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GIUSTO CATANIA, RITRATTO TRA PUBBLICO E PRIVATO

"Faccio politica per passione
Sono e resto un insegnante"


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“Io sono e resto, anzitutto, un insegnante di storia e italiano”. Cravatta rossa di ordinanza, barba curata e tanto entusiasmo. Per Giusto Catania, nuovo assessore al comune di Palermo con delega al Decentramento, ai Migranti e alla Partecipazione, non è certo una novità far parte di una giunta guidata da Leoluca Orlando. Nel 1999 l'allora sindaco di Palermo, che per uno strano gioco del destino è anche quello attuale, lo chiamò a occuparsi di Cultura. E adesso, a distanza di oltre dieci anni, eccolo ritornare a Palazzo delle Aquile.

Quarant’anni, una compagna e un bambino di quindici mesi, ha una lunga esperienza nelle istituzioni: già consigliere comunale, assessore e deputato europeo, è stato anche segretario cittadino e regionale di Rifondazione comunista, ma non ha mai dimenticato il suo vero lavoro.

“Questa è una cosa a cui tengo molto – puntualizza Catania – per me la politica è una passione, ma io il mio lavoro ce l'ho. Ed è un lavoro straordinario che ha anche una valenza politica: a scuola si insegna la cittadinanza, si costruisce una pedagogia di massa. Oggi sono chiamato a svolgere un ruolo politico”.

Docente all'Ipssar Alberghiero Cascino, dottore di ricerca in pedagogia interculturale all'Università di Palermo e titolare del Master di II livello in “Dirigente nelle istituzioni scolastiche”, è stato richiamato da Orlando “a sorpresa, il giorno prima della presentazione della giunta”.

E con il sindaco c'è ancora la sintonia di un tempo: “Da quando voto per scegliere il sindaco ho sempre votato Orlando, e una volta Crescimanno. Da uomo di sinistra mi trovo a mio agio con la sua visione politica. Su molti temi il sindaco è molto più a sinistra di me”.

Una campagna elettorale, quella appena trascorsa, che a Giusto Catania ha ricordato quella di Hugo Chavez: "Come in Venezuela - spiega l'assessore - fra Orlando e i palermitani c'è una connessione sentimentale forte, un rapporto paritetico. Orlando, come nessun altro candidato a sindaco, è riuscito a rompere gli elementi di mediazione tra lui e il suo popolo”.

E il suo ritorno a Palazzo delle Aquile segna anche quello della sinistra nelle stanze che contano. Chiare le priorità di cui si vuole fare portavoce: la questione sociale e del lavoro, la vivibilità, la democrazia e la partecipazione. E quando gli si fa notare che resta l'unico politico all'interno di una giunta di tecnici, risponde che “tutte le giunte sono politiche e che la differenza è esclusivamente artificiosa”.

Fa politica da sempre, ma per passione: “Ho iniziato a fare politica a scuola. Sono stato rappresentante di istituto all'Umberto I e di Ateneo all'università quando frequentavo la facoltà di Lettere e Filosofia. Ho sempre evitato – conclude Catania - che il mio impegno politico diventasse un lavoro”.

 


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