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Il Pd riunito decide

Cracolici: "Esaurita la fase di sostegno al governo
Gli assessori? Decidano loro se rimanere in giunta"


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16.25. "Le ragioni che ho espresso qui sono condivise da tutto il partito". Così Cracolici ha concluso il suo intervento.

16.22. "Gli assessori vicini al Pd? Il governo tecnico nominato dal presidente della Regione aveva i requisiti di indicare assessori che non facessero politici di professione. Lombardo ha nominato delle persone, per le quali, in alcuni casi, sono stato molto contento. Alcuni li conoscevo da trent'anni, per altri avevo grande stima. Mai il Pd ha chiesto di nominare degli assessori. Certo, è chiaro che alcune di quelle personalità fossero vicine al Pd. Ma la scelta sarà unicamente loro".

16.18. "Lombardo alleato affidabile? Io non parlo a nome mio. Io rappresento un partito. Posso dire che Lombardo abbia annunciato che si sarebbe dimesso e che non si sarebbe ricandidato. Io sarò pronto a dialogare con esponenti dell'Mpa, vedremo chi sarà l'interlocutore. Il nostro obiettivo rimane quello di aprire una fase nuova, impegnati in un'alleanza con forze del centrosinistra, moderati e autonomisti".

16.15. "Nella prima fase del nostro sostegno al governo Lombardo, si sono fatte tante cose buone, dal ticket all'acqua pubblica. Negli ultimi mesi, invece, siamo entrati in una fase di difficoltà anche da un punto amministrativo. Questo è il mio più grande rammarico".

16.10. "L'Udc? Lo considero un elemento essenziale dell'alleanza per le Regionali. Al momento non ci siamo rivolta la parola, ma ci guardiamo da lontano. Quando dico che il centrodestra non è debole, mi riferisco ad esempio al fatto che nelle ultime amministrative, nonostante siano stati scelti due candidati sindaci del centrosinistra, il 61% dei palermitani hanno scelto liste che nulla hanno a che vedere col centrosinistra".

16.05. "La vicenda giudiziaria di Lombardo non è secondaria per un partito come il Pd. Certo, qualcuno in passato è stato abituato a sostenere un presidente della Regione che si è candidato ed è stato rieletto dopo un rinvio a giudizio. Noi abbiamo sempre detto che, nel caso di un rinvio a giudizio per reati gravi, avremmo applicato il nostro codice etico, togliendo il sostegno anche al presidente della Regione. La vicenda dell'imputazione coatta ha influito".

16.03. "Se noi andiamo al voto anticipato non è perché quella maggioranza non ci sarebbe più, nei numeri. Ma perché c'è un rischio, quello del logoramento, da evitare. Ma il voto anticipato è stato deciso non da Lombardo, bensì dalla maggioranza".

15.59. "Le alleanze future? Noi manteniamo - continua Cracolici - un metodo e un approccio: pensiamo che la Sicilia debba riuscire a fare stare insieme le forze del centrosinistra e quelle moderate e autonomiste. Vedremo se queste condizioni possono maturare. Certo, è inutile dire che le forze del centrosinistra in Sicilia non siano per nulla maggioritarie".

15.56. "Non possiamo accettare - ha aggiunto Cracolici - l'idea che si possa pensare a un governo 'elettorale', cioè che serva per lanciare le prossime alleanze. Noi chiediamo da adesso in poi al presidente sobrietà e misura. Bisogna stabilire un'agenda che possa affrontare, nelle prossime settimane, i veri temi caldi".

15.54. "Leggo di dimissioni di massa. C'è un problema attuativo: ai 46 finirebbero per sostituirsi altri 46. Io già dopo l'approvazione del bilancio avevo detto che sarebbe stata l'ultima legge votata con l'appoggio del Pd, e che bisognava accelerare verso il voto anticipato".

15.52. "Lombardo si dimetterà? Per me le parole sono pietre e le istituzioni sono sacre. La data delle elezioni e delle dimissioni per noi non è in discussione. Se non dovesse succedere quello, saremmo di fronte a un tradimento delle cose dette".

15.51. "Il Pd deve prepararsi a lavorare a un'alleanza che sconfigga un centrodestra che è stato sconfitto, ma non è debole e non è scomparso. Quindi dobbiamo attrezzarci per essere alternativi a una destra che ha tante responsabilità sullo stato di salute della Sicilia" ha aggiunto Cracolici.

15.49. "Noi siamo già oltre questa storia. Siamo proiettati al fatto che il 28 e 29 ottobre i siciliani saranno chiamati a eleggere un nuovo presidente e una nuova assemblea. Vogliamo si apra presto una nuova fase, che ci consenta anche di riaprire un rapporto con l'opinione pubblica, in un momento di crisi".

15.47. "Le ultime nomine di Lombardo hanno fatto mutare il profilo del governo. Il gruppo parlamentare del Pd ha chiesto di convocare la direzione regionale nelle prossime ore per prendere le conseguenze politiche: esaurita e chiusa la fase di sostegno al governo tecnico".

15.45. Iniziata la conferenza stampa del Pd. Parla il capogruppo Antonello Cracolici.

Sempre più vicino l'addio del Pd al governo Lombardo. La riunione del gruppo parlamentare è ancora in corso. Ma filtra qualche indiscrezione sugli argomenti affrontati dai deputati. Sembra ormai certa, infatti, la direzione presa dal partito, così come annunciato da Lupo in assemblea regionale e anche ieri da Cracolici: il Pd toglierà il sostegno al governo Lombardo. Lo farà in Assemblea, dove l'esecutivo di fatto perderà il maggiore alleato e quindi, di fatto, la maggioranza. E potrebbe farlo anche in giunta. Dove, però, la scelta sulla fuoriuscita, eventualmente, verrà presa direttamente dagli assessori. E il riferimento va in particolare a Pier Carmelo Russo e Mario Centorrino. Quest'ultimo, ha ammesso a Live Sicilia due giorni fa: "Se il Pd dovesse formalizzarmi la richiesta di uscire dalla giunta, non potrei che dedicarvi la dovuta attenzione". Nessuno dei due, infatti, è formalmente del Pd, sebbene siano stati indicati dai democratici. Mentre ha respinto questa ipotesi di addio Marco Venturi: "Io sono un tecnico, e non sono legato al Pd", ha tagliato corto.

E nella riunione del gruppo si è anche affrontato il tema della mozione di sfiducia a Lombardo. L'idea sembra quella di attendere la data annunciata delle dimissioni del governatore, quella del 28 luglio. Il sospetto, infatti, è che le recenti nomine possano nascondere l'intenzione del presidente Lombardo di proseguire il suo mandato oltre quella data. Insomma, se Lombardo non si dimetterà, il Pd sarà pronto a sfiduciarlo.

Ma a dire il vero, sempre tra i corridoi, c'è la sensazione che già oggi qualche esponente del Pd possa eventualmente sottoscrivere una mozione di sfiducia. Ricordiamo che, dopo la campagna lanciata da Live Sicilia, sono 38 i deputati pronti a chiudere anticipatamente la legislatura. Per l'approvazione della mozione bisognerà arrivare a "quota 46". E qualche democratico, soprattutto dell'area che fa riferimento a Mattarella, ma non solo, ci starebbe pensando seriamente. Su questo argomento è intervenuto oggi il deputato Pino Apprendi: "In queste ore - ha detto - sta montando una campagna per lo scioglimento immediato dell’Ars attraverso le dimissioni di 46 deputati: non vorrei che qualcuno, fra i firmatari, stia pensando ad un escamotage per evitare di far approvare dal parlamento nazionale la legge per la riduzione dei seggi, da 90 a 70. E’ facile - ha aggiunto - protestare ed indignarsi, ma non so quanto sia utile fare precipitare le cose e annullare in questo modo una delle più importanti riforme approvate in questa legislatura. A scanso di equivoci: sono favorevole allo scioglimento dell’Ars, ma non prima dell’approvazione della riduzione dei deputati”.

Intanto, la riunione prosegue. Alle 15,30 è prevista una conferenza stampa, nella quale le indiscrezioni potrebbero tramutarsi in decisioni.

Intanto, per restare in tema di movimenti all'interno dell'esecutivo, sembrano essere rientrate le dimissioni di Elio D’Antrassi. L’addio, annunciato ieri sera da alcuni esponenti della maggioranza non è ancora arrivato. E se per qualcuno è solo una questione di ore, per altri l’assessore alle Risorse agricole starebbe pensando di restare al suo posto. O meglio, il presidente Lombardo non sarebbe così convinto di chiedere a D'Antrassi il cosiddetto "passo indietro", specie dopo le recenti polemiche seguite agli addii di Di Betta e Marino. A dire il vero, il “presunto sostituto”, l'ex deputato Francesco Aiello, fino a ieri confermava la notizia, e riceveva su Facebook gli auguri di tanti amici per la nuova nomina. Nomina che non è ancora arrivata. E che oggi non appare più così certa. Così come le dimissioni di D’Antrassi, considerate cosa sicura  fino a ieri sera da tanti deputati all’Ars.


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