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Guardia di Finanza

Scommesse, dieci arresti
In manette ex dirigente rosanero


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arresti, finanza, scommesse clandestine, Cronaca
Scommesse clandestine e intestazioni fittizie di beni. Ruota attorno a questi due settori l'ultima inchiesta del nucleo di Polizia valutaria della guardia di finanza. Undici le persone arrestate a Palermo. Si è partiti dai file trovati nel computer di Pippo Provenzano. Sembrava l'onesto titolare di un negozio di ferramenta e invece sarebbe il cassiere di Salvatore Lo Piccolo. Come aveva anticipato S nei mesi scorsi casa di Provenzano, durante una perquisizione, i finanzieri trovarono la prova che la mafia gestirebbe le scommesse clandestine sulle partite di calcio e sul lotto clandestino. Appunti, file, pen drive, pc: la contabilita delle scommesse è in mano agli investigatori coordinati dal tenente colonnello Pietro Vinco. Un giro d'affari di tremila euro al giorno, gestito da una rete di fedelissimi.

In manette è finito pure Giovanni Pecoraro, ex dirigente del Palermo calcio venuto fuori, di recente e a fatica, da un'inchiesta per mafia. Oggi torna in cella al termine delle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dai sostituti della direzione distrettuale antimafia Gaetano Paci e Francesco Del Bene. Pecoraro, ex responsabile del settore giovanile rosanero e anche procuratore sportivo, è accusato di trasferimento fraudolento di valori e reimpiego di capitali illeciti, con l'aggravante di aver favorito Cosa nostra. Secondo la Procura, avrebbe fatto da prestanome a Guido Spina, uomo della Noce e del narcotraffico vicino alle cosche. Spina avrebbe finanziato l'impresa edile del cognato di Pecoraro, Giampiero Specchiarello, pure lui arrestato.

Gli arrestati
Oltre che per l'ex dirigente rosanero Pecoraro, le manette sono scattate per Guido Spina, 47 anni, Stefano Biondo, 50 anni, Giampiero Specchiarello, 37 anni, Giuseppe Provenzano, 49 anni, Antonino Provenzano (fratello di Giuseppe) 55 anni, Domenico Alagna, 51 anni, Salvatore D'Anna, 49 anni, Vito Nicolosi, 49 anni e Nicolò Ferrara 59 anni. Spina, disoccupato come D'Anna, avrebbe reimpiegato denaro nella ditta di Giampiero Specchiarello. Stefano Biondo è invece un dipendente della Gesip. "Quello del calcioscommesse clandestino - ha dichiarato il procuratore aggiunto Antonino Ingroia - è un fenomeno fiorente, che se manovrato da Cosa nostra è anche in grado di influenzare l'esito dei risultati".


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