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PALERMO

Truffa e fatture false
Processo all'Addaura Reef


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Secondo l'accusa, i gestori del noto locale, poi chiuso, avrebbero ottenuto indebitamente dei contributi regionali. Il legale rappresentante, Daniele Di Gregoli: "Finalmente dimostreremo la nostra innocenza".


Truffa ai danni della Regione, abuso d'ufficio, ed emissione di fatture false. Il giudice per le indagini preliminari di Palermo ha rinviato a giudizio Daniele Di Gregoli, rappresentate legale della Calanica snc, la società che gestiva il lido balneare Addaura Reef, poi chiuso, Daniele Di Gregoli, l'ex dirigente dell'ufficio Grandi eventi del Comune, Massimo Collesano, l'ex responsabile del Servizio mare e costa dell'ufficio Opere pubbliche, Girolamo Aldo Carano, e i titolari di due ditte che avrebbero emesso false fatture per consentire alla Calanica di giustificare gli stanziamenti ottenuti della Regione.

Secondo l'accusa, il Comune avrebbe assegnato all'Addaura Reef la concessione
dell'area senza gara pubblica. Inoltre Di Gregoli avebbe usato per fini propri e non per la bonifica delle coste i 230mila euro avuti dai fondi Por regionali. L'inchiesta parte da un esposto anonimo.

Secca la replica dell'indagato: “Finalmente avremo la possibilità di dimostrare nel corso del processo la totale infondatezza delle accuse”.

 


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