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L'imputazione coatta

Lombardo, rinvio di un mese
L'opzione del rito abbreviato


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, Catania, Cronaca, Politica
Rinvio al 28 giugno dopo un'udienza interlocutoria tra accusa e difesa davanti al Gup Marina Rizza che deve decidere sull'imputazione coatta formulata a carico dei fratelli Lombardo per concorso in associazione mafiosa e voto di scambio aggravato. Al piano terra del palazzo di giustizia sfilano pm e avvocati a partire dalle 15.30 L'accusa, rappresentata dal procuratore capo Giovanni Salvi e dai pm Antonino Fanara, Giuseppe Gennaro e Carmelo Zuccaro non si sbilancia: "Abbiamo depositato - ha detto Salvi ai giornalisti - alcuni verbali provenienti dagli altri tronconi processuali, ma anche numerose informative del Ros e approfondimenti d'indagine sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Gaetano D'Aquino, Eugenio Sturiale e Maurizio Di Gati".

Tra i nuovi atti depositati non ci sono verbali del supepentito Santo La Causa, ex reggente militare del clan Ercolano-Santapaola. La difesa del governatore siciliano non ha scelto, sino a questo momento, riti alternativi. I tempi per il giudizio immediato sono scaduti, resta aperta l'opzione del rito "abbreviato" ovvero un giudizio allo stato degli atti, in alternativa al rito ordinario, cioè il processo vero e proprio con la formazione dibattimentale della prova e lunghi esami e contro-esami di pentiti e testimoni dell'accusa e della difesa.

Sereno il governatore, qualche battuta con i giornalisti e poi un break sulla panchina del tribunale per un paio di telefonate. "Oggi - dice Lombardo - l'udienza preliminare entra nel vivo, non sono stato ancora rinviato a giudizio siamo in una fase iniziale". Guido Ziccone, legale di Raffaele Lombardo, spiega a Livesicilia: "potremmo stabilire quale strategia processuale adottare entro la prossima udienza, abbiamo un mese di tempo che impiegheremo esaminando gli atti appena depositati".

Domani nuova udienza dell'altro troncone processuale che vede citati direttamente a giudizio i fratelli Lombardo con l'accusa di corruzione elettorale con alcuni elementi di spicco del clan Santapaola senza aggravante di aver favorito la mafia. Il pentito Gaetano D'Aquino dovrebbe parlare del presunto sostegno della mafia all'Mpa nel 2008

 


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