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I deputati salvano la tabella H
ma tagliano su scuola e sanità


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Governo e parlamentari trovano 33 milioni per finanziare enti e associazioni, ma tolgono dal bilancio sei milioni per ticket e buono sociosanitario e 5,6 milioni per il buono scuola.


Buoni a nulla. La Regione la pensa così. Il buono scuola e il buono sociosanitario non servono a molto. E comunque, molto meno di quanto servano, ad esempio, le associazioni sportive, le fondazioni di ricerca e studio. Già, lo studio degli adulti. Perché quello dei ragazzini siciliani è stato "snobbato" da una decisione discutibile: sono scomparsi dal bilancio, infatti, i soldi previsti nel capitolo: "Contributo annuo per l’erogazione del Buono Scuola destinato a concorrere alle spese di frequenza, tasse e contributi disposti dalle scuole dell’Infanzia, di Base e Secondarie, Statali e Paritarie”.

Nel giorno in cui l'Assemblea regionale siciliana decide, in Commissione bilancio, di togliere 35 milioni di euro ai Comuni, 6 milioni per il buono sociosanitario e 5,6 milioni per il “buono scuola”, insomma, viene riesumata la cosiddetta “ex tabella H”, cancellata dall'impugnativa del Commissario dello Stato all'ultima Finanziaria.
In pratica, l'Ars riesce a mettere in salvo i quasi 33 milioni che erano rimasti intatti dopo una prima riduzione del 10% sugli stanziamenti per enti, associazioni e Fondazioni, e dopo un ulteriore spostament di 12 milioni su un accantonamento negativo cassato anche questo da Carmelo Aronica.
Insomma, di fatto, dopo tanto parlare, i fondi che erano “certi” in Finanziaria sono rimasti intatti. Anzi, contestualmente, nel disegno di legge sulla rideterminazione dei Fondi globali, l'Assemblea ha avuto modo di aggiungere, in altri capitoli di bilancio, somme per ripristinare gli stanziamenti originari per alcune associazioni che assistono categorie svantaggiate (ciechi e sordi, sopratutto, i cui rappresentanti ieri si sono recati in Assemblea per chiedere certezze ai deputati) e per rimpinguare i fondi per i teatri.

Fondi, quelli dell'ex tabella trasformatasi nell'"allegato 1" del disegno di legge, reperiti grazie a una serie di tagli al bilancio, che non hanno risparmiato nemmeno alcune delle fasce deboli della popolazione siciliana. Tra le riduzioni, infatti, oltre ai 35 milioni tolti ai Comuni, che rischiano di mettere in seria crisi la gestione amministrativa degli enti e l'erogazione di alcuni servizi essenziali, a fare discutere sono i tagli di 6 milioni al fondo per il ticket e al cosiddetto "buono sociosanitario" e i 5,6 milioni tolti al buono scuola, che viene di fatto cancellato.

"Ieri notte questa giunta e quello che rimane della sua maggioranza ribaltonista e complice - ha dichiarato Marianna Caronia del Cantiere popolare - si sono prodotte in due ignominiosi scippi ai danni di alcune categorie deboli e dei sempre troppo tartassati enti locali". Ha rincarato la dose il deputato del Pdl Vincenzo Vinciullo: "La cosa ancora più grave ed insopportabile – ha detto – è che, alla fine dei lavori, l’Assemblea, abbia approvato un Ordine del giorno, che chiede di fare pagare meno ticket ai Siciliani. Una maggioranza, quindi, ipocrita e ignorante allo stesso tempo".

E un po' imbarazzata, forse. Almeno, questo è il sentimento che trapela da un pur asettico comunicato dell'assessorato regionale all'Istruzione, che suona come una excusatio non petita: "La commissione Bilancio dell'Assemblea regionale, - si legge nella nota - all'unanimita'  ha deciso di destinare i fondi riservati all'erogazione del buono scuola nel 2012, ad altri obiettivi ritenuti al momento prioritari". Una questione di priorità. Vai a spiegarlo a Michele Cimino di Grande Sud, secondo cui  "azzerare il capitolo del  ticket sanitario e del buono scuola significa voler continuare a perpetrare gli errori già fatti. Questa - ha aggiunto il deputato agrigentino - non è politica ma malapolitica. Le stesse risorse potevano essere prelevate da altri ben capienti capitoli del bilancio della Regione cercando così di evitare che a pagare fossero sempre i più deboli".

Tutto sacrosanto. Peccato che tutti i deputati ieri, abbiano concorso al "recupero" dei fondi di quella Tabella che, oltre ad associazioni di indubbia utilità, presenta una sfilza di centri di ricerca, studio, fondazioni persino esotiche e dall'attività quantomeno "poco nota". E a sponsorizzare questi enti, molto spesso, sono gli stessi parlamentari regionali.

Così, alla fine, sono stati salvati i finanziamenti, ad esempio, per gli enti vicini al al Partito democratico: si tratta del Coppem, del centro Carrefour Sicilia, della galleria d'arte moderna di Bagheria, dell'istituto Gramsci, del centro Pier Paolo Pasolini, dell'Arces, del museo Mandralisca di Cefalù e della Fondazione Buttitta (più 85 mila euro). E se la fondazione intitolata a Leonardo Sciascia, è "sponsorizzata" dall'ex assessore al Bilancio Michele Cimino, a "spingere" verso il finanziamento di altri due enti è stato Vincenzo Vinciullo: si tratta dell'associazione "Meter" di don Di Noto (ma lo stesso Vinciullo ha lamentato l'esuguità delle somme), e dell"Inda", istituto nazionale del dramma antico, ha ottenuto 103 mila euro in più. Care al presidente dell'Ars Francesco Cascio, invece sono la Fondazione Federico II e le associazioni sportive. Trentatrè milioni. La metà di quella somma avrebbe garantito un aiuto ai malati e un sostegno ai ragazzini delle scuole.


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