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Il punto

Pd verso il compromesso
Poi partirà la missione Udc


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Domenica all'assemblea dei democratici un'intesa tra le anime del partito potrebbe scongiurare la sfiducia e il commissariamento. E avviare il percorso che porterebbe a un'alleanza per le regionali con Idv, Sel e centristi. Roma permettendo.

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Archiviati i ballottaggi, i partiti cominciano a muoversi in vista del voto di ottobre. Lo scenario è ancora confuso e il prossimo passaggio incerto è in calendario domenica, con l'assemblea che deciderà il futuro del Pd. Prima toccherà all'Udc fare un punto sulle prossime regionali, alla direzione convocata a Caltanissetta. Ma è all'evolversi della situazione dei democratici che tutti guardano per capirne di più sul futuro prossimo. Si parla ancora dell'ipotesi di un commissariamento romano del partito, da affidare a un big, una personalità di primissimo piano calata da Roma. Ma prende sempre più corpo in queste ore l'ipotesi di mediazione caldeggiata dall'abile tessitore di intese Nino Papania, della corrente Innovazioni: un direttorio a quattro che metta dentro le diverse anime del partito, e del quale farebbe parte anche l'attuale segretario Giuseppe Lupo, per portare il Pd siciliano al voto. "Non è opportuno proseguire con le divisioni e gli scontri. Arrivare alle elezioni con un partito diviso o peggio commissariato sarebbe un errore", commenta il senatore alcamese. E' chiaro, però, che per questo tipo di soluzione i promotori della mozione di sfiducia contro Lupo dovrebbero preventivamente seppellire l'ascia di guerra e ritirarla, rinunciando alla conta.
Di certo, dalle future scelte dei democratici dipenderà molto del futuro scenario regionale. Che però si decide anche a Roma. Soprattutto per quel che riguarda la disastrata area dei moderati. E qui il ruolo di primo piano spetta all'Udc.
Dopo il tracollo elettorale del Pdl, infatti, e dopo l'annuncio (o quasi) della discesa in campo di Montezemolo, si attende di capire cosa ne sarà delle macerie del centrodestra. Pierferdinando Casini dovrà scegliere se provare a vestire i panni di un Romano Prodi dei moderati, per caricare quel che resta a destra del Pd in un unico calderone. Prospettiva forse non troppo allettante, che però potrebbe essere forzata se nel Pd prevarrà la spinta verso l'autosufficienza della sinistra, che delimita alla foto di Vasto (Pd, Sel e Idv) il perimetro della coalizione.
A Roma, però, tra i democratici c'è chi spinge per un accordo con l'Udc. Non solo gli ex popolari di Fioroni ma anche Massimo D'Alema ed Enrico Letta la vorrebbero. L'esito di questa partita interna al Pd si ripercuoterà sulla Sicilia, dove l'Udc di D'Alia dopo la buona perfomance elettorale è diventata un oggetto dei desideri di molti. Nel Pd siciliano cresce il partito di chi vorrebbe archiviare l'alleanza con Lombardo per sostituirlo proprio con l'Udc. Magari consegnando allo stesso D'Alia la candidatura a Palazzo d'Orleans, se non sarà possibile arruolare Piero Grasso. Ma c'è anche chi ritiene ancora possibile, se arriverà il placet di Roma, allargare l'alleanza di centrosinistra non solo ai casiniani ma anche a Fli e al nuovo movimento politico a cui pensa Raffaele Lombardo. Un'ipotesi più complicata, ma ancora non del tutto da escludere.
Dall'altra parte, però, il Pdl frastornato dalla batosta chiama i casiniani a raccolta (gli appelli sui giornali si sprecano) per ricostruire il fronte dei moderati. Uno scenario che sembra non entusiasmare D'Alia, il quale però mantiene aperte tutte le possibili opzioni e tira dritto per la sua strada. Si attende l'evolversi romano per capirne di più. Se alla fine l'Udc troverà l'intesa col Pd, le regionali siciliane saranno un bel banco di prova per pesare elettoralmente l'alleanza, vista assai di buon occhio da diversi esponenti del partito in Sicilia, come Giulia Adamo, vincitrice a Marsala proprio con un'alleanza Udc-Pd.
In quel caso sarebbero tre i possibili sottoscenari. Il primo prevede una corsa a tre, con il centrosinistra "classico" allargato all'Udc, in mezzo il “Nuovo Polo” di Fli, Mpa e Mps che corre in solitaria magari con Fabio Granata e Massimo Russo, e dall'altra parte Pdl, Grande Sud e Pid. Il secondo vedrebbe invece ritornare insieme i nemici giurati di Pdl e Mpa, in un grande rassemblement di vecchio centrodestra, vagamente ancient regime, magari rinfrescato da una pennellata montezemoliana. Il terzo prevede l'alleanza larghissima, da Sel a Mpa-Fli contro il centrodestra, ammesso, e non concesso, che la sinistra digerisca il patto con l'Mpa del dopo-Lombardo.
Se invece Casini e Bersani non si fidanzeranno, l'Udc in Sicilia potrebbe tornare a guardare alla sua destra. Per quanto l'esperimento palermitano dell'alleanza con Pdl e Grande Sud non la invogli più di tanto.



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