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Due siciliani con Squinzi
Lo Bello: "Non scendo in politica"


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confindustria, ivan lo bello, Economia, Politica
Inizia oggi l'era di Giorgio Squinzi in viale dell'Astronomia. Con il voto dell'assemblea privata degli industriali, nel pomeriggio, si è chiuso infatti l'iter partito il 22 marzo quando la giunta di Confindustria, dopo un testa a testa con il presidente di Brembo, Alberto Bombassei, ha designato alla presidenza il patron di Mapei, il maggior produttore mondiale di adesivi e prodotti chimici per edilizia. Domani la sua nomina verrà ufficializzata nel corso dell'assemblea annuale dell'associazione degli industriali, in occasione della quale Squinzi svolgerà la sua prima relazione programmatica da nuovo presidente di Confindustria.

E per la prima volta nella storia di Confindustria saranno due i siciliani nella squadra di Squinzi: l'ex presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, (vicepresidente con delega all'education) e il suo successore alla guida degli industriali siciliani, Antonello Montante (che mantiene la carica nazionale di delegato alla legalità che gli era stata affidata da Emma Marcegaglia). “Oggi – commenta Lo Bello – ho partecipato ad una assemblea molto partecipata che ha visto l'investitura di Squinzi con oltre il 94% dei voti. Da domani si comincerà a lavorare”.

Quali saranno le sue prime mosse?
“Ho sempre molto apprezzato il lavoro del mio predecessore Gianfelice Rocca e della struttura che si finora si è occupata di istruzione. Continuerò pertanto nella strada tracciata, cercando di far crescere ulteriormente un settore importante per il Paese”.

È la prima volta che la Sicilia si trova così ben rappresentata in via dell'Astronomia. Cosa è cambiato in questi anni?
“Sicuramente ci è stato riconosciuto ciò che Confindustria Sicilia ha costruito in questi anni. Adesso la nostra Isola è percepita come terra di innovazione e i problemi che abbiamo posto riguardano non solo il Mezzogiorno ma tutto il Paese”.

Il suo nome viene ancora tirato in ballo da questo o quel partito per incarichi politici. Ma non c'è un codice etico di Confindustria che lo impedisce?
“Sì, c'è un codice etico che impedisce a tutti i presidenti di Confindustria Sicilia e a quelli territoriali di partecipare a qualsiasi competizione elettorale se non decorsi tre anni dalla cessazione dell'incarico. E comunque nessuno che accetti un incarico di vicepresidente nazionale potrebbe avere un incarico politico...”.

Accanto a Lo Bello, nella squadra di Squinzi anche i vicepresidenti Stefano Dolcetta (relazioni industriali); Aurelio Regina (sviluppo); Fulvio Conti (centro studi); Diana Bracco (ricerca e innovazione); Gaetano Maccaferri (politiche regionali e semplificazione); Antonella Mansi (organizzazione); Aldo Bonomi (reti di impresa); Alessandro Laterza (Mezzogiorno). Completano la squadra i vicepresidenti di diritto, Vincenzo Boccia (piccola industria, delegato a credito e finanza per le Pmi), e Jacopo Morelli, (giovani imprenditori). Nei comitati tecnici: Andrea Bolla (fisco), Paolo Zegna (internazionalizzazione); Salomone Gattegno (sicurezza); Edordo Garrone (ambiente); Lisa Ferrarini (tutela made in Italy e lotta alla contraffazione).


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